Cartolina da… Milano

aneta salto

Si parte per un nuovo e curioso viaggio!
CARTOLINA DA… sarà un cofanetto nella VALIGIA PIENA DI…: raccoglierà testimonianze di esperienze estere in giro per il mondo e sarà occasione di confronto, lettura, riflessione su realtà differenti, lontane e vicine.
Aneta, giovane polacca residente a Milano, darà inizio e voce a questo viaggio.
La ringrazio infinitamente per l’importante testimonianza scritta in italiano (lingua che ora mastica in modo eccellente) e per il premuroso affetto che ogni giorno mi regala.

A voi una buona lettura!

 

 

“Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quello che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.”  Mark Twain

 

Quando nel 2006 ero in partenza in macchina con i miei genitori dalla Germania con le lacrime agli occhi, sapevo che il mio viaggio internazionale non sarebbe finito così velocemente: l’avventura era appena cominciata.
Le persone conosciute durante l’Erasmus, la mia famiglia Erasmus, hanno dato un senso alla mia vita. L’amicizia non ha prezzo e noi da sei anni la coltiviamo. Ogni anno ci incontriamo, ci scambiamo le nostre opinioni e le nostre esperienze.
Tutto ciò che so è che non posso vivere senza i miei grandi amici stranieri, senza le culture diverse, le lingue straniere e i viaggi che mi permettono di imparare dagli altri e aprire i miei orizzonti. Ma il viaggiare vero è inserirsi nel contesto di vita dell’altro paese e restare un po’ più a lungo.
La Germania è il paese dove ho cominciato il mio viaggio… La seconda tappa è stata Londra. E, come dice la mia cara amica Chiara, “con una valigia piena di..” speranze ci sono andata non avendo né un lavoro né una casa. Dopo otto mesi ho deciso di lasciare Londra e tornare in Polonia. Ma durante il mio viaggio per la Polonia a settembre 2008 avevo tre tappe – cinque giorni a Barcellona, quattro giorni a Milano, un giorno a Berlino.

Dopo aver fatto una vacanza a Milano di quattro giorni, non avrei mai pensato che sarei potuta ritornare qui per un periodo più lungo. Ma ci sono tornata alla fine di novembre per fare lo stage presso il consolato polacco a Milano. Con il pullman da Bergamo sono arrivata a Milano e il mio amico polacco, che vi abitava già da quattro anni, mi ha aspettato alla Stazione Centrale. Grazie a lui avevo un posto dove dormire e già quel giorno mi ha fatto conoscere altri polacchi che organizzavano la festa per la vigilia di Sant’Andrea. Fin dal primo giorno non mi sono sentita sola. Le successive quattro settimane mi hanno portato nuove esperienze, nuove amicizie, poi il primo Natale all’estero e il Capodanno stupendo a Ferrara con i miei cari amici Erasmus. Così, piena di energia, sono tornata in Polonia e ho cominciato il nuovo lavoro a Varsavia alla Camera di Commercio Polacco-Tedesco.
La mia storia in Italia è iniziata con una telefonata improvvisa che ha cambiato radicalmente il corso delle cose. “Buongiorno, sono il Console Polacco a Milano. La chiamo per un’offerta di lavoro al Consolato di Milano.”
Il ventidue febbraio 2009 l’aereo è atterrato di nuovo all’aeroporto di Bergamo…a bordo di quell’aereo c’ero io, un po’ SPAESATA, come dicevano i miei amici italiani, ma con grande entusiasmo e curiosità sul futuro della mia nuova vita. Avevo solo una valigia di 15 chili e una conoscenza di base della lingua italiana. Tutto era nuovo, sconosciuto, tabula rasa. Sapevo che il mese di dicembre passato a Milano era stato solo una vacanza e adesso dovevo cominciare la vita reale. A prima vista Milano sembrava una città grigia, spenta e diversa da altre città italiane legate all’immagine del solo turismo. Ma io, piena di energia e positività, volevo sfruttare tutte le possibilità che offriva la città e scoprire tutte le bellezze che teneva nascoste.
Le cose, che all’inizio mi sembravano strane, adesso le faccio come se facessero parte della mia cultura. Nei weekend d’estate sto nel traffico solo per passare una giornata al mare, invece nel periodo invernale per godermi un momento di relax sulle piste da sci, naturalmente con una fermata in Autogrill per cappuccio e brioche.  Ho assimilato anche la cultura del caffè. Ogni mattina, prima del lavoro, mi trovo con le mie colleghe per bere un caffè al banco del bar. Ma anche le cose che per gli italiani sembrano normali, io le ho dovute imparare, per esempio che prima di consumare qualcosa al banco, bisogna fare lo scontrino alla cassa; che al ristorante si paga anche il coperto; che c’è una differenza tra piadina e panino. Inoltre mi piace tantissimo l’idea dell’aperitivo.
Per me Milano è una città internazionale e cosmopolita..la mia cara amica a Milano è tedesca, la mia pizza preferita la mangio in un ristorante cinese, il mio bar preferito è quello brasiliano e il mio amico, istruttore di fitness e insegnante di spagnolo, è argentino. A parte questo, ho un grande gruppo di amici polacchi con cui ho viaggiato tantissimo e scoperto i posti più belli per ballare a Milano. Ho pochi amici italiani ma queste amicizie sono molto importanti per me. Ringrazio specialmente la mia amica Antonella per avermi aiutato ad imparare la lingua italiana e fatto assaggiare la cucina italiana.
All’inizio ridevo tanto quando sentivo che parlando italiano avevo l’accento tedesco o inglese. Già sapevo che non si possono nascondere i miei viaggi precedenti. Ogni paese dove ho abitato ha lasciato il suo segno nella mia anima, nel mio cuore e nella mia lingua.
Qualche giorno fa, mentre pensavo della mia vita, mi sono chiesta quale sarà la mia prossima tappa…?

special guest star: Aneta Budzalek

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Comments
One Response to “Cartolina da… Milano”
  1. Damian scrive:

    Aneta, complimenti per il tuo racconto, e complimenti per il tuo coraggio la voglia d’imparare e scorprire cose nuove.
    Sono fiero di essere il tuo amico, istruttore di fitness ed insegnante di spagnolo (quante cose tutte insieme, hahaha).
    è un vero piacere averti conosciuta e sapere che questo sarà l’inizio di una amicizia lunga ed “internazionale”.
    Ti aspetto a Madrid quando vuoi.
    Ti voglio bene,

    Damiàn

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