5 domande (e 6 risposte) a Matteo Bianchi

Matteo Bianchi

Per questo tredicesimo appuntamento con ‘Le mie poesie non cambieranno il mondo’ , l’ultimo prima della pausa estiva (ci rivediamo a settembre), abbiamo deciso di giocare in casa. Ebbene no, non vi proponiamo un marchettone, nonostante sia  presentato non solo un redattore di generAzione ma uno dei componenti di questa rubrica (intervistato da un altro dei componenti, Andrea Checcucci). Sì, perché Matteo Bianchi non solo vi ha proposto Affari di cuore di Paolo Ruffili (con cui abbiamo iniziato la rubrica, il 19 gennaio) e il confronto tra Caproni e Lucio Dalla, ma da anni è poeta di suo.
Ci è dunque sembrato giusto intervistarlo: se questa rubrica deve dar voce anche agli emergenti, non poteva non partire da quelli che già abbiamo in casa! 

Da cosa nasce la tua passione per la poesia?

Ho preso coscienza della funzione che ha per me la scrittura nel momento in cui mi sono accorto che scrivevo per aiutare me stesso dalla nostalgia, o per sgravarmi le spalle da un peso irrisolto. All’inizio leggevo i versi altrui per cercare il “male comune” che mi desse un po’ di “gaudio”, una consolazione da condividere; poi è diventata inconsciamente una ricerca di espressione, nella speranza di riuscire a restituire qualcosa di ciò che ho preso – in prestito – dagli altri. Non ho idea di cosa sia la poesia, né voglio definirla. Di sicuro so che quando osservo la realtà mi piace attribuirle un significato dietro le apparenze e quando scrivo, inversamente, mi piace riempire le immagini del reale di un significato personale e meditato.

Da quanto tempo scrivi e cosa ti spinge a continuare?

Ho incominciato a scrivere in versi in terza liceo per uno scalino adolescenziale: per rivalità con un mio compagno di classe, oggi un caro amico che sento spesso. Rudy – lo chiamo affettuosamente – è sempre stato molto sensibile e capace di esprimere in modo conciso ed incisivo ciò che sentiva, che lo attraversava; ed io ho sempre ammirato questa sua qualità. Anche la nostra professoressa di italiano, poetessa e scrittrice affermata, lo esortava a continuare, a migliorarsi, e lo seguiva passo passo. A me piacevano quelle attenzioni, quei versi dolci e delicati; così mi spronai a leggere di più e a cercare di canalizzare le mie emozioni e sensazioni nelle rime. Ora continuo perché mi piace, mi appassiona. Il mezzo poetico lo sento mio, nel senso che mi mette a mio agio e spero mi conduca ad un fine prezioso, anche se lo fa già a piccole dosi. La poesia è diventata una mia esigenza e mi aiuta ad ordinare e sviluppare riflessioni e paure congestionate sul bianco del foglio.

Quali sono le tue influenze?

Il libro che leggo di più – da sempre – ed alberga sul mio comodino da almeno tre anni è il Mestiere di vivere, di Cesare Pavese. Non riesco a definire il libro semplicemente un diario: a volte sembra una raccolta in versi, altre di aforismi. Sicuramente un testo saggio e perciò ancora sanguinante. L’autore è uno di coloro che sento più vicini, quanto meno per l’approccio persistente nel trivellare il senso del quotidiano senza mancare di grazia. Il libro, invece, che si è insediato e poi affermato in me durante questi mesi è Il franco cacciatore di Giorgio Caproni: una ricerca disillusa di un Oltre esistenziale. Consiglio di sottolineare la definizione che l’autore dà di ateo.

Come si fa a pubblicare un libro?

Non lo so. Ovvero, quattro anni fa mi spinse a pubblicare la prima raccolta la mia insegnante delle superiori, con la quale ho mantenuto un rapporto di amicizia molto profondo. Certo i dubbi sono tanti, qualche lettore si è fatto avanti nel tempo e mettersi nelle mani di un pubblico è sempre una sfida con se stessi: pronti ad accettare critiche o suggerimenti in qualsiasi momento. Ho capito alcune correzioni molto dopo, ma mi sono servite per correggere il tiro.

Come vedi la poesia in Italia?

La poesia in Italia segue andamenti curiosi: nell’ottica editoriale oggi il tentativo è di farla andare di moda. Dallo scorso autunno ho notato un aumento esponenziale dei titoli sugli scaffali di tutte le catene librarie: dai grandi editori, che hanno ripreso a ristampare titoli assenti da una decina d’anni, alle piccole case editrici, cosiddette “di nicchia”, che hanno incominciato ad investire maggiormente sulla distribuzione nazionale. Al di là di ciò, non ho idea di quanto sia veritiera tale tendenza. Si sa che la poesia in Italia non è ancora considerata un genere di mercato, quindi molti scrivono – e scrivono bene – per pubblicare le loro stille di luce alla macchia. Questo non stimola una condivisione di princìpi e di sentimenti. Per quanto riguarda, invece, le capacità di chi scrive, sono assai eterogenee: c’è chi impugnando sondaggi insiste nel sostenere che in Italia si scriva molto, ma non si legga a sufficienza; che anche i grandi classici del Secondo Novecento non vendano abbastanza per considerarli assorbiti e compresi. Di sicuro il raggiungimento di una personale consapevolezza formale è arduo e quelli che riescono ad avere qualche risultato effettivo, con sillogi che stiano in piedi da sole, sono pochi. Legare la forma al contenuto, fare sì che procedano di pari passo nel verso è una grande sfida con se stessi e con la propria coerenza. I più si nascondono dietro allo spettro del Post-modernismo, per cui tutto ciò che ci si presenta sarebbe un frammento e per giunta relativo, le grandi tradizioni e le grandi correnti sarebbero ormai sepolte e i valori che le sostenevano svuotati di significato. Può essere vero, ma l’Attenzione, nell’accezione di volontà, forza d’animo, è propria di ciascun individuo; quindi sta a noi “sudarci sopra” e raggiungere il nostro – comunque mutevole – Stile. Come canta Nicolò Fabi, «è una questione di stile».

E per finire lasciaci con un messaggio!

Questi sono i versi in esergo alla mia prima raccolta, Poesie in bicicletta:

Dov’è quando serve l’imbonitore,
che strilla in piazza l’incanto della vita
e lo dona al prezzo di un sogno?

E li sento ancora veri.

*

Due righe di biografia
Matteo Bianchi
è nato a Ferrara nel 1987 , dove si è laureato in Lettere Moderne; ora studia a Venezia Filologia Moderna. Ha pubblicato due raccolte di poesie: Poesie in bicicletta (Este Edition 2007, Premio Lascito Niccolini ‘10, finalista al Premio Rhegium Julii ‘08) e Fischi di merlo (Edizioni del Leone 2011, Premio Rabelais ’11, segnalato al Premio Città di Massa ‘11). Ha spesso ottenuto buoni risultati in vari concorsi letterari per l’inedito e suoi testi sono apparsi in alcune antologie. Sempre attivo in ogni campo culturale, è tra i fondatori del blog letterario CorrenteImprovvisa ed è presidente dell’Associazione Culturale Gruppo del Tasso.

About these ads

scrivici che ne pensi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Lettori

    • 66,178
  • Archivio

  • Iscrivendoti potrai leggere gli articoli appena postati, i commenti fatti, le immagini pubblicate.

  • La rivista e l'intero materiale presente su questo sito appartengono ai loro legittimi proprietari. Le opere possono essere trasmesse purché siano segnalati gli autori e non sia a scopo di lucro. Tutto quello che viene scritto nella rivista e sul sito è espressione individuale del suo autore. Le immagini utilizzate sono sempre degli autori di generAzione e dei suoi collaboratori, dove non indicato sono state prese dal web ricercando immagini in CC e prive di copyright. Se vedi un'immagine che ti appartiene contattaci subito e la toglieremo.

    Creative Commons License 2013 - generAzionerivista
  • Creative Commons License

    Ebuzzing - Top dei blog - Letteratura Ebuzzing - Top dei blog - Cultura

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 3.161 follower