Ouzo Amaro: quello che succede alla Grecia (e a tutti noi)

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Mentre leggo Ouzo Amaro – ebook della Fazi Editore nella collana “one1euro” – di Patrizio Nissirio penso che finora non ho capito niente, che fino ad oggi 1 agosto 2012 io ho guardato le immagini in tv, ho ascoltato i resoconti, ho letto gli articoli ma della Grecia e della situazione europea (ma sarebbe meglio dire mediterranea a questo punto) mi sto rendendo conto solo ora. Le proporzioni del danno sono veramente immense. D’ora in avanti quando sentirò ripetere, retoricamente, che siamo messi come la Grecia consiglierò di rendersi davvero conto di cosa stia avvenendo in Grecia o di leggere questo breve saggio. Per comprendere lo stato di povertà, disillusione e crisi (sociale, ancora prima che economica) Ouzo Amaro aiuta. Finita la lettura non ti senti molto bene, ma capisci che l’Italia, con i suoi gravi disagi da risanare, ancora non ha visto quel fondo del baratro che la Grecia sta drammaticamente sperimentando. Si arriva a pensare che Terzo Mondo ormai è una parola da buttare, in disuso, perché Terzo Mondo identificava luoghi poveri o ridotti in uno stato d’indigenza. Il Terzo Mondo, secondo una vecchia idea occidentale, sarebbe il Brasile! Volendo estendere il concetto all’Europa, finora intoccabile, il Terzo Mondo è la Grecia, è la Spagna e potrebbe essere l’Italia con delle politiche poco accorte.

«La storia degli ultimi mesi è quella di un dramma. Un paese dove molta gente inizia a risparmiare sui farmaci e i generi alimentari, e dove saltano decine di migliaia di rate dei mutui». Gente in strada, nelle piazze, palazzi rovinati, banche contro cui si è lanciato di tutto, poliziotti insultati, sfiducia…Un elenco lunghissimo di malessere. Mi viene in mente quel detto “i soldi non fanno la felicità” e la sua ironica conclusione “però aiutano”. Come è vero. I soldi non stanno rendendo felici molte migliaia di persone, ma aiuterebbero se non mancasse così tanta liquidità. I negozi costretti a chiudere, gli studenti che non sapranno se la loro università rimarrà aperta o se potranno pagare la prossima rata (e in Italia stiamo per vedere una cosa simile con l’aumento – necessario? – delle tasse).  C’è chi sta con meno di 400 euro al mese (e fa l’imprenditore), l’evasione fiscale fa drizzare i peli sulle braccia e la corruzione è endemica. E poi fa male pensare che molti problemi si potrebbero evitare ma la politica o qualche legge economica resuscitata all’ultimo minuto lo impediscono. Come il governo greco praticamente costretto a spendere oltre 4 miliardi di euro in armi (?), cannoni (?), carri armati (?). Se era in corso una guerra di confine, beh, non eravamo stati informati. Essendo tedesche e francesi, quelle armi, tutto torna. Volete restare nell’Euro? Volete che ci mangiamo una fetta di debito? Compra. Il grande paradosso di oggi: non avere soldi, comprare in attesa di averli, non poterli trovare e quindi iniziare un lungo ciclo di debito.
Penso allora alla sacrosanta regola quotidiana che ti insegnano da bambino: hai i soldi per quello? No? E allora non lo compri. È evidente che l’economia greca (ed europea) non ragiona così.

«Una delle commesse di Atene riguardò 170 panzer Leopard, costati 1,7 miliardi di euro, e 223 cannoni dismessi dalle forze armate tedesche. Atene era, in quella fase, il quinto importatore mondiale di armi, secondo cifre fornite dalla Nato». Neanche fossero pronti ad una Terza Guerra Mondiale.
E in aria di Giochi Olimpici come non ricordare l’Olimpiade del 2004 che ha provocato uno scatafascio. Qualcosa che mi fa ringraziare per la rinuncia all’inutile candidatura di Roma: impariamo da chi ha sbagliato prima di noi e diventiamo migliori, superiamo la stupidità retorica di chi si ostina a chiedere di fare “bella figura” con le pezze sul retro.
La Grecia ha dovuto lasciare in stato d’abbandono tutte le strutture costruite per i Giochi e quest’anno gli atleti presenti per la nazione sono pochissimi. Dopotutto chi può investire in sport nazionali e pagare per tenere aperti i centri sportivi? La Grecia, che nell’antichità questi Giochi li ha inventati, oggi non può neanche mandare i propri atleti alle qualificazioni.

Vagando per Milano, dove studio, faccio caso, da qualche mese, a cosa è cambiato. Quali negozi hanno chiuso, quale via o piazza è diventata improvvisamente un luogo vuoto o di forte immigrazione extracomunitaria e poi, talvolta, vedo gli “affittasi” e i “vendesi” e tante case senza persone. Patrizio Nissirio spiega esattamente la stessa cosa: «Enoikiazetai» (‘affittasi’) o «Polietai» (‘vendesi’)» che circondano ormai l’intera Atene. Quartieri senza più abitanti. La vera paura, quello che dovrebbe far saltare subito la mosca al naso, è la gente in strada che, manifestando, approva o comunque non scoraggia i Black Bloc. Nel momento in cui un popolo non insorge più contro chi danneggia e promuove guerriglie (piccole o grandi che siano) ma ci si avvicina, si fa cerchio intorno e aspetta che cali una molotov per lanciare un messaggio allora, in quel preciso momento, non si torna indietro. In quell’istante esatto il professore di matematica, citando Nissirio, così come il giovane studente si uniscono contro il sistema e danno un tacito consenso anche ai violenti e ai provocatori. Non c’è pace in un clima di odio, spavento e ingiustizia. La politica fallisce e sta fallendo ancora, in Grecia come in molti altri paesi. «La crisi economica e sociale alimenta la criminalità in un paese con indici molto bassi di delitti violenti, almeno fino agli anni scorsi». Vorrà pur dire qualcosa!

«I greci, appena chiedi “come va con questa crisi?”, ti gettano addosso tutta la rabbia e la paura per il futuro». Devo dire che mi ci ritrovo. Abbiamo paura? Sì. Abbiamo ansia per il futuro? Sì. A giorni alterni riflettiamo sull’andare a vivere in posti quasi perfetti come…le Hawaii? Sì (il George Clooney di Paradiso Amaro avrebbe da ridire…).
Ma siamo ancora qui, a due passi da Atene, a chiederci cosa può essere sistemato.

Patrizio Nissirio è un giornalista, responsabile del servizio ANSAmed, l’agenzia multilingue dell’ANSA per il Mediterraneo. Di origini greche, è stato corrispondente ad Atene fino al 2004. E’ quindi tornato in Grecia da inviato, per seguire gli sviluppi della crisi. Questo ebook è uscito nella collana www.one1euro.com il 27 luglio 2012.

128 pagine, 4,90 €

Abbiamo recensito questo libro anche su aNobii! Se siete anche voi nella famosa libreria virtuale aggiungeteci! www.anobii.com/genrivista/books

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Comments
5 Responses to “Ouzo Amaro: quello che succede alla Grecia (e a tutti noi)”
  1. ClaraRamazzotti scrive:

    Reblogged this on ScazzoLibero and commented:

    Un libro da leggere assolutamente!

  2. iurimoscardi scrive:

    Reblogged this on IL TUBERO DI CHERNOBYL and commented:

    Leggiamo bene prima di cagarci in mano. E almeno riflettiamo, prima di spaventarci e di incazzarci.

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