Loro due in quella foto (ricordi, passato e Proust)

l1042011

→ AAA ½

Inutile negarlo: Loro due in quella foto attrae già dalla copertina. Un uomo e una donna si baciano, seduti al tavolino di un café o di un bistrot, mentre il cane sdraiato ai loro piedi li osserva ammaliato ed intristito.
Perché prendersi la briga di partire dalla copertina? Perché di fotografia si tratta: non è possibile eludere il fascino del titolo, preludio di un’intricata vicenda che torna a galla proprio grazie a delle immagini. Esiste modo migliore di fare rivivere il passato che osservarne i contorni nitidi dati dal bianco e nero? Servitevi di questa domanda come chiave per introdurvi fra le pagine del libro e perdetevi tra la fragranza delle lettere e la prosa delle emails. Così, incespicando tra un ricordo e l’altro, passerete da una missiva datata 2007 ad un sms il cui stacco tecnologico non stacca, bensì conferma l’eterna verità: il tema del ricordo, del passato, è un sempreverde. Ecco perché tra le immagini che riemergono assopite da un passato torbido e fino all’ultima pagina mai del tutto svelato, non vi stupirete di sentir nominare Proust. Anzi, vi chiederete piuttosto perché questa ricerca che procede per negativi e battute, non riveli ad un certo punto una fotografia dello scrittore intento a mangiarsi una madeleine, magari in una posa un po’ buffa che nessuno s’aspetterebbe.

Rilassatevi e preparatevi: dopo il primo biscotto – pardon! – dopo la prima pagina, sarà difficile resistere alla tentazione di procedere spediti sino all’ultima. Proprio per questo e per il pericolo che il passato vi risucchi, vi suggerisco d’interrompere la lettura nel punto che riterrete più propizio ad una pausa: breve, non spaventatevi! Il consiglio è infatti quello di caricare un cd di Debussy e di lasciarvi accompagnare dalle note mentre inciampate tra i ricordi di qualcun altro, facendo ben attenzione a non cadere nel torbido dei vostri.
Con questo breve libro (243 pagine, ma alcune delle quali ridotte ad un messaggio di cellulare), Hélène Gestern è arrivata tra i finalisti del Prix du Roman Fnac 2011. Il tema del ricordo e delle tematiche familiari sono da sempre cari alla letteratura francese, ma l’autrice ha saputo pagare pegno anche nei confronti di un’altra tradizione letteraria europea: quella russa. Che sia un caso o meno, la lingua russa ricorre tra i paragrafi e fornisce proprio un forte indizio nella conferma che la pista da seguire è quella giusta, proprio come altri elementi ricorrenti: il gatto, l’anello appeso al collo come ciondolo, i silenzi e le foto.

La storia dei vivi è azzoppata, laddove il passato è vissuto come privazione, come mutismo da parte di chi li ha generati o si è premurato di accompagnarli con amore fin dove ha potuto. Ma i vivi sono vivi ed hanno l’imprescindibile diritto alla vita, senza farsi spaventare dalle ombre del crepuscolo. Per capire la profondità di quella che sembra un’ovvietà dal sapore scontato, scorrete le pagine: non troverete nessuna fotografia stampata. Le lettere partono infatti da delle – magistrali – descrizioni di fotografie. Quello di cui i vivi fanno esperienza non è nemmeno immagine del passato, quanto sua rappresentazione data dalla parola: «Nell’attimo dello scatto, il riflesso abbagliante del sole sull’acqua, la spiaggia color mercurio, i tronchi piantati a mo’ di frangiflutti, la solitudine della pietra in letargo sono stati sottratti a ogni temporalità, per comporre un istante sospeso tra la terra e il mare, dove si inabissa la luce morente di un pomeriggio intriso di iodio e di canti di uccelli».

Cosa cercano i due protagonisti? Inizialmente non ne sono consapevoli, ma forse non lo saranno nemmeno alla fine del romanzo stesso: ciò in cui s’imbattono è la storia delle rispettive famiglie, che in un modo o nell’altro è destinata ad unirli. Il vincolo che si crea assume un calore sempre più emotivo, dal quale è difficile fuggire. E allora, sebbene all’insegna della formula “Non è giusto scegliere, tra i fatti che si scoprono, solo quelli che ci piacciono” forse i vivi possono riparare alle colpe e alle sfortune dei morti per azzardare la felicità.
Se io non azzardo una valutazione più alta (tre A e mezzo) è solo per il rispetto nei confronti delle immense sorprese di cui la narrativa è capace. Buona lettura!

Loro due in quella foto,
Frassinelli
http://www.sperling.it/scaffale/MEA
http://www.helene-gestern.net/helene.gestern/index.html

ebook: 9,99 €
cartaceo: 18,50 €

Abbiamo recensito questo libro anche su aNobii! Se siete anche voi nella famosa libreria virtuale aggiungeteci! www.anobii.com/genrivista/books

Volete ascoltare Sandra che ne parla in radio? Qui la puntata de Il Libraio.

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