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	<title>generAzione rivista</title>
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	<description>&#039;la nostra generazione grida alla terra e non al vento&#039;</description>
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		<title>Google Traduttore è più meglio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 12:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clèr</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla scia di questo intervento abbiamo voluto riflettere su quanto, in effetti, conti la traduzione in un libro. Si dice sempre che tradurre un&#8217;opera è essenzialmente riscriverla, e certe volte mi sembra davvero così. Nella poesia, soprattutto, e in molta letteratura o saggistica. Ma il bravo traduttore fa in modo che quel determinato testo rimanga&#160;&#8230; <a href="http://genrivista.wordpress.com/2012/02/23/google-traduttore-e-piu-meglio/">Read&#160;more</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=genrivista.wordpress.com&amp;blog=13051756&amp;post=2932&amp;subd=genrivista&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#808080;">Sulla scia di</span> <span style="color:#ff0000;"><a href="http://herudolph.wordpress.com/2012/02/22/non-ce-nessuno-a-sinistra-ovvero-la-traduzione-secondo-baricco/" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">questo </span></a></span><span style="color:#808080;">intervento abbiamo voluto riflettere su quanto, in effetti, conti la traduzione in un libro. Si dice sempre che tradurre un&#8217;opera è essenzialmente riscriverla, e certe volte mi sembra davvero così. Nella poesia, soprattutto, e in molta letteratura o saggistica. Ma il bravo traduttore fa in modo che quel determinato testo rimanga fedele a se stesso nei contenuti e nella sua forma più ampia, anche se quel termine va cambiato o quel modo di dire non è comprensibile in un&#8217;altra lingua. La complessità sta in questo, nel riuscire esattamente a cogliere l&#8217;atmosfera del libro e del suo autore pur trasferendola in un&#8217;altra lingua (e in un&#8217;altra epoca, spesso).</span><br />
<span style="color:#808080;"> Come si fa a prendere in mano <em>Gomorra</em> e tradurlo in norvegese? Come fai a spiegare al lettore italiano alcuni non-sense british di<em> Alice nel paese delle meraviglie</em>?</span><br />
<span style="color:#808080;"> Ecco allora che fare: scegliere il vostro libro preferito, straniero, e piazzateci l&#8217;incipit su Google Traduttore. Ne verrà fuori un prodigio, il Blade Runner dell&#8217;editoria!</span></p>
<p><span style="color:#808080;">1984 di George Orwell, ORIGINALE:</span></p>
<blockquote><p><span style="color:#808080;">It was a bright cold day in April, and the clocks were striking thirteen. Winston Smith, his chin nuzzled into his breast in an effort to escape the vile wind, slipped quickly through the glass doors of Victory Mansions, though not quickly enough to prevent a swirl of gritty dust from entering along with him. The hallway smelt of boiled cabbage and old rag mats. At one end of it a coloured poster, too large for indoor display, had been tacked to the wall. It depicted simply an enormous face, more than a metre wide: the face of a man of about forty-five, with a heavy black moustache and ruggedly handsome features.</span></p></blockquote>
<p><span style="color:#808080;">TRADUZIONE DI STEFANO MANFERLOTTI, MONDADORI, 2000:</span></p>
<blockquote><p><span style="color:#808080;">Era una luminosa e fredda giornata d&#8217;aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui. L&#8217;ingresso emanava un lezzo di cavolo bollito e di vecchi e logori stoini. A una delle estremità era attaccato un manifesto a colori, troppo grande per poter essere messo all&#8217;interno. Vi era raffigurato solo un volto enorme, grande più di un metro, il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con folti baffi neri e lineamenti severi ma belli.</span></p></blockquote>
<p><span style="color:#808080;">GOOGLE TRADUTTORE:</span></p>
<blockquote><p><span style="color:#808080;">Era una fresca limpida giornata di aprile, e gli orologi segnavano l &#8216;una. Winston Smith, il mento nuzzled nel petto, nel tentativo di sfuggire alla vile vento, scivolato rapidamente attraverso le porte di vetro di Victory Mansions, anche se non abbastanza velocemente per evitare un vortice di polvere granulosa di entrare insieme a lui.  Il corridoio odore di cavolo bollito e vecchi tappeti di pezza. Ad una estremità di un cartellone a colori, troppo grande per la visualizzazione interni, era stato attaccato alla parete. Rappresentava semplicemente una faccia enorme, più di un metro largo: il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con grossi baffi neri e le caratteristiche rudemente affascinante.</span></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#808080;">Non credo che Baricco volesse seriamente intendere che tradurlo su internet alla buona sia come studiare e lavorare su un testo per mesi, permettendo al lettore di non studiare la lingua di quello scrittore in particolare.  Ma bisogna dirlo, ci fanno un grande favore, aiutano i libri a girare il mondo senza impedire a chi non sa le lingue di non poterli cogliere al meglio. Anche tradotti, i libri, se <em>ben</em> tradotti, sono eccezionali. Se un romanzo fa pena, o se è un capolavoro, il traduttore può essere fondamentale. E mi viene in mente l&#8217;edizione di <em>Alice</em> della Feltrinelli, tradotta da Aldo Busi, che era illeggibile. Talmente modificata e italianizzaata che decisi di proseguire la lettura in inglese. Non era certo il testo di Lewis Carroll mediocre, ma semmai la sua traduzione.</span><br />
<span style="color:#808080;"> Ecco, io credo che il traduttore abbia un ruolo centrale perché può distruggere o migliorare un testo, così come può essergli del tutto indifferente (vuoi perché la traduzione è lineare e la scrittura semplice, vuoi perché non ci sono passaggi da valutare caso per caso). E un autore può anche scrivere un eccellente libro nella sua lingua materna, ma quando questo viene importanto in altre lingue non è scontato (per me è assolutamente improbabile, anzi) che rimanga un buon testo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#808080;">Voglio altre informazioni:</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><a href="http://www.cadoinpiedi.it/2012/02/08/caro_baricco_ti_scrivo.html"><span style="color:#ff0000;">http://www.cadoinpiedi.it/2012/02/08/caro_baricco_ti_scrivo.html</span></a></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><a href="http://download.repubblica.it/pdf/domenica/2011/13112011.pdf"><span style="color:#ff0000;">http://download.repubblica.it/pdf/domenica/2011/13112011.pdf</span></a></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><a href="https://www.facebook.com/groups/353219834711128/"><span style="color:#ff0000;">https://www.facebook.com/groups/353219834711128/</span></a></span></p>
<br />Filed under: <a href='http://genrivista.wordpress.com/category/news/'>News</a>, <a href='http://genrivista.wordpress.com/category/prose-generazionali/'>prose generAzionali</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/genrivista.wordpress.com/2932/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/genrivista.wordpress.com/2932/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/genrivista.wordpress.com/2932/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/genrivista.wordpress.com/2932/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/genrivista.wordpress.com/2932/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/genrivista.wordpress.com/2932/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/genrivista.wordpress.com/2932/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/genrivista.wordpress.com/2932/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/genrivista.wordpress.com/2932/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/genrivista.wordpress.com/2932/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/genrivista.wordpress.com/2932/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/genrivista.wordpress.com/2932/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/genrivista.wordpress.com/2932/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/genrivista.wordpress.com/2932/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=genrivista.wordpress.com&amp;blog=13051756&amp;post=2932&amp;subd=genrivista&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Scrivo di tette e culi, ma non sono superficiale</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 12:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clèr</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dejan Cetnikovic]]></category>
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		<description><![CDATA[→ AA + Un giorno ci arriva una mail. Ci veniva chiesto di leggere e recensire un racconto appena sfornato, con tanto di book trailer. E fin qui. A scriverci era un titass writer, un tetteculo scrittore. Avete letto benissimo. Dejan Cetnikovic sottolineava il suo desiderio di essere preso sul serio. «Scrivo anche aforismi (in inglese&#160;&#8230; <a href="http://genrivista.wordpress.com/2012/02/20/scrivo-di-tette-e-culi-ma-non-sono-superficiale/">Read&#160;more</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=genrivista.wordpress.com&amp;blog=13051756&amp;post=2799&amp;subd=genrivista&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">→ AA +</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Un giorno ci arriva una mail. Ci veniva chiesto di leggere e recensire un racconto appena sfornato, con tanto di book trailer. E fin qui. A scriverci era un <em>titass writer</em>, un tetteculo scrittore. Avete letto benissimo. <strong>Dejan Cetnikovic</strong> sottolineava il suo desiderio di essere preso sul serio. «Scrivo anche aforismi (in inglese e in italiano) sul seno di una donna prosperosa», e il tutto attraverso video piuttosto eloquenti: </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://genrivista.wordpress.com/2012/02/20/scrivo-di-tette-e-culi-ma-non-sono-superficiale/"><img src="http://img.youtube.com/vi/0KoSPVEDoYc/2.jpg" alt="" /></a></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><br />
Certo non aiuta avere il proprio video accanto ad hard amatoriali che YouTube cestina immediatamente, e questo pare averlo convinto che il suo &#8220;metodo&#8221; è ancora un tabù.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Ad ogni modo, sfida accettata. Gli credo, guardo i video, leggo i racconti, gli faccio un paio di domande. Di per sé,<span style="color:#ff0000;"><a href="http://titwriter.blogspot.com/2011/12/l-osservatore-di-culi.html" target="_blank"><span style="color:#ff0000;"> il Culo Racconto</span></a></span> (questo il titolo) mi ha ricordato Melissa P. e il suo erotismo lascivo, gettato sulla pagina bianca tanto per scandalizzare. Le idee, di base, sono provocatorie quanto bastano ma l’efficienza linguistica e l’uso della scrittura lasciano alquanto a desiderare. Finché restano su un blog, forse, possono reggere (sulla virgola si può sorvolare, sull’uso odioso delle parole “esso/essa” pure), ma andrebbero limate soprattutto le scelte verbali e sintattiche (quantomeno migliorando sulle ripetizioni).<br />
</span><span style="color:#888888;">Ironia vuole che quello scrivere da <em>hot line</em>, ai limiti del grottesco, si trovi anche in autori ben più noti e quindi preso per buono. Non è Bukowsky, non è Benni dei tempi d’oro (leggete <em>Achille piè veloce</em> ad esempio) ma la parodia del sesso e della maniacalità funziona, per certi versi. L’idea c’è, che piaccia o meno; manca il brio della scrittura.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Poi mi chiedo come è nata questa idea, se è tutta solo una provocazione da spiattellare sul web. Perché scrivere di tette e culi, perché ritenersi un autore con temi simili e, in modo particolare, per arrivare a cosa? «Posso dire di essere uno scrittore figlio di questa epoca, dove regna sovrana la superficialità e i giovani credono che per sfondare basti avere gli addominali o la quinta di seno (vedi esemplari del Grande Fratello)». Sarà, eppure fomentare l’inutile mercanteggiare di gonne troppe corte e di donne troppe nude non aiuta. Anche la farfalla di Belen si ritorce contro di lei, a un certo punto.<br />
Definirsi un TetteCulo scrittore può anche creare un certo imbarazzo o, di contro, portare i lettori a riflettere sul modo in cui si parla della donna. «Sono stato accusato di essere maschilista per i Tette Aforismi, di adoperare un linguaggio sporco e poco consono alla letteratura per il Culo Racconto. Sono stato cacciato da più forum letterari in alcuni casi per il nickname che sceglievo (Tetteculo scrittore), in altri solo per aver postato il video trailer del Culo Racconto, ritenuto offensivo». A pensarci non si può dare torto né ai forum né a Dejan: se l’obiettivo è aprire gli occhi sul livello culturale poco ammirevole a cui siamo arrivati, allora c’è posto anche per scrittori che parlando di voyeur e sesso parlano di dove siamo andati a finire. E molti tabù paiono cadere. «Relativamente al Culo Racconto posso dire di averne scritto solo uno. Non sono monotematico. Anche per le tette vale lo stesso discorso. Esse sono solo un pretesto per parlare d&#8217;altro». D’altro cosa, esattamente? «La mia è una semplice provocazione. Non penso assolutamente che per sfondare basti avere un bel seno o gli addominali, il problema è che la gran parte delle persone medie (quelli che si rincoglioniscono davanti alla tv e non sanno cosa sia un libro) la vede così. Il Tetteculo scrittore è un concetto che uso per rendere grottesco, se non ridicolo, il modo di pensare di queste persone. Il fatto grave è che sui forum letterari la gente non sia perspicace nel capire la provocazione. Non vedo nessuno di questi presunti intellettuali criticare le veline o tutti quei programmi spazzatura che ci propina la tv e invece si incazzano a morte se scrivo <em>tette</em> o <em>culo</em>. Ritengo davvero che tante persone soffrano <span style="color:#888888;">oggi</span> una forma acuta di sessuofobia. Per sintetizzare, il Tetteculo scrittore si trova ad avere nemici in tutte e due le categorie: tra gli aspiranti tronisti e gli intellettuali bigotti». Una presa di posizione letteraria, insomma, anomala ma originale, che vuole anche dissacrare il sacro: la scrittura (e osando molto, la letteratura). In sé il concetto è chiaro, tanto che quando preparammo il numero dedicato alle donne (<a title="Archivio PDF" href="http://genrivista.wordpress.com/archivio-pdf/" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">Questo Corpo</span></a>, leggetelo <span style="color:#ff0000;"><a href="http://issuu.com/ladyofacanyon/docs/generazione_rivista__anno_iii__num_xi__maggio-giug" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">qui</span></a></span>), noi di gener<span style="color:#ff0000;">A</span>zione l’abbiamo pensato ripetute volte: ci sono solo tette in giro.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Mancavano nei blog letterari e nei racconti.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2804" title="tette aforisma" src="http://genrivista.files.wordpress.com/2012/02/tette.jpg?w=400&#038;h=355" alt="" width="400" height="355" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><a href="http://www.youtube.com/titsaphorisms" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">www.youtube.com/titsaphorisms</span></a></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><a href="http://www.titwriter.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">www.titwriter.blogspot.com</span></a></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<br />Filed under: <a href='http://genrivista.wordpress.com/category/prose-generazionali/'>prose generAzionali</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/genrivista.wordpress.com/2799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/genrivista.wordpress.com/2799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/genrivista.wordpress.com/2799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/genrivista.wordpress.com/2799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/genrivista.wordpress.com/2799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/genrivista.wordpress.com/2799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/genrivista.wordpress.com/2799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/genrivista.wordpress.com/2799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/genrivista.wordpress.com/2799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/genrivista.wordpress.com/2799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/genrivista.wordpress.com/2799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/genrivista.wordpress.com/2799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/genrivista.wordpress.com/2799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/genrivista.wordpress.com/2799/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=genrivista.wordpress.com&amp;blog=13051756&amp;post=2799&amp;subd=genrivista&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>FAQ: cosa saranno le Prose generAzionali?</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 19:09:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi Lettori, se vi siete chiesti che cosa saranno le nuove &#8220;Prose generAzionali&#8221; (a partire dal 20 febbraio qui su generAzione) o se la curiosità vi ha mosso a chiedervi: what the Hell? ecco tutte le risposte, in una pratica mini introduzione. Prose generAzionali, che all&#8217;epoca riuniva poche scarne recensioni senza meta e senza una&#160;&#8230; <a href="http://genrivista.wordpress.com/2012/02/18/faq-cosa-saranno-le-prose-generazionali/">Read&#160;more</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=genrivista.wordpress.com&amp;blog=13051756&amp;post=2862&amp;subd=genrivista&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#888888;">Carissimi Lettori,</span><br />
<span style="color:#888888;">se vi siete chiesti che cosa saranno le nuove &#8220;Prose generAzionali&#8221; (a partire dal 20 febbraio qui su gener<span style="color:#ff0000;">A</span>zione) o se la curiosità vi ha mosso a chiedervi: <em>what the Hell?</em> ecco tutte le risposte, in una pratica mini introduzione.</span></p>
<p><span style="color:#888888;"><span style="color:#ff0000;"><strong><a title="prose generAzionali" href="http://genrivista.wordpress.com/prose-generazionali-2/" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">Prose generAzionali</span></a></strong></span>, che all&#8217;epoca riuniva poche scarne recensioni senza meta e senza una divisione tra POESIA e PROSA, oggi si rinnova in una veste che ci sembra più adatta al sito di genrivista: una pagina a sé, distinta dalle poesie e gli approfondimenti raccolti nella rubrica <a title="le mie poesie non cambieranno il mondo" href="http://genrivista.wordpress.com/le-mie-poesie-non-cambieranno-il-mondo/" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">Le mie poesie non cambieranno il mondo</span></a>; recensioni, ma stavolta attente, curiose, ed anche cattive, talvolta; approfondimenti e curiosità dal mondo dei libri, delle case editrici e degli esordienti. </span></p>
<p><span style="color:#888888;"><em>Parlerete solo di esordienti e case editrici indipendenti?</em> No, come non parliamo solo di poesia sperimentale nella sopracitata rubrica. Però il fulcro di genrivista, quello per cui è nata e si sviluppa dal 2008, è e rimane l&#8217;esperienza culturale di chi ha tra i 17/18 e 30/35 anni. Per questo vogliamo leggere e parlare di autori che si fanno sentire poco nel grande giro commerciale (ma non per questo, e avrete modo di accorgervene con noi, saranno per forza migliori), o che esordiscono proprio in questi anni o, ancora, che si allacciano ai temi che stanno a cuore a genrivista: l&#8217;anima della nostra generazione, la situazione dei giovani d&#8217;oggi, il rapporto con l&#8217;editoria la cultura e lo stato dell&#8217;arte dei figli degli Ottanta, Novanta e Duemila. La scrematura, dunque, starà tutta qui. E non saremo rigidamente fissati su questo specifico tema.</span></p>
<p><span style="color:#888888;"><em>Si parlerà solo di prosa, quindi?</em> In Prose generAzionali sì, ma genrivista abbraccia già la poesia con la nuova rubrica Le mie poesie non cambieranno il mondo, tocca l&#8217;attualità con i numeri bimestrali letterari in pdf (<span style="color:#ff0000;"><a title="Archivio PDF" href="http://genrivista.wordpress.com/archivio-pdf/" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">qui </span></a></span>per leggere l&#8217;archivio), si occupa nei <span style="color:#ff0000;"><a title="Reportage generAzionali" href="http://genrivista.wordpress.com/reportage-generazionali/" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">Reportage generAzionali </span></a></span>della situazione attuale dei nostri coetanei e, infine, completa il tutto con collaborazioni, eventi e partnership tra altre realtà autoprodotte. Quindi ce n&#8217;è sempre per tutti i gusti.</span></p>
<p><span style="color:#888888;"><em>Bisogna inviarvi proposte o materiale per essere recensiti?</em> Tenderemmo a scegliere noi cosa leggere e cosa no, cosa inserire, quando e quanto. La rubrica, a differenza delle altre, non avrà una cadenza stabilita e sarà curata da Clara Ramazzotti e Gianpiero Mattanza. Scrivendo a <a href="mailto:generazione@generazionerivista.com"><span style="color:#888888;"><span style="color:#ff0000;">generazione@generazionerivista.com</span></span></a>, comunque, accetteremo tutte le richieste e / o idee che giungeranno. Abbiate poi la pazienza di rispettare le nostre scelte (e i nostri tempi!).</span></p>
<p><span style="color:#888888;">Tutto chiaro?</span></p>
<p><span style="color:#888888;">Dal 20 febbraio si comincia rinnovando la pagina recensioni. Tutti gli articoli saranno riportati nella categoria &#8220;prose generAzionali&#8221; e nella loro pagina. Vi auguriamo quindi buona lettura, ricordandovi che potete iscrivervi all&#8217;evento su <a href="https://www.facebook.com/#!/events/227330677360297/" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">facebook</span> </a>(l&#8217;onnipresente facebook), scrivendo su twitter <span style="text-decoration:underline;"><strong>l&#8217;hashtag #genrivista</strong></span> e amandoci, come fate spesso.</span></p>
<br />Filed under: <a href='http://genrivista.wordpress.com/category/news/'>News</a>, <a href='http://genrivista.wordpress.com/category/prose-generazionali/'>prose generAzionali</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/genrivista.wordpress.com/2862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/genrivista.wordpress.com/2862/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/genrivista.wordpress.com/2862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/genrivista.wordpress.com/2862/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/genrivista.wordpress.com/2862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/genrivista.wordpress.com/2862/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/genrivista.wordpress.com/2862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/genrivista.wordpress.com/2862/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/genrivista.wordpress.com/2862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/genrivista.wordpress.com/2862/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/genrivista.wordpress.com/2862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/genrivista.wordpress.com/2862/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/genrivista.wordpress.com/2862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/genrivista.wordpress.com/2862/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=genrivista.wordpress.com&amp;blog=13051756&amp;post=2862&amp;subd=genrivista&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>QUANDO DEI VERSI TRAFIGGONO IL QUOTIDIANO: NEL RICORDO DI WISLAWA SZYMBORSKA (1923-2012)</title>
		<link>http://genrivista.wordpress.com/2012/02/16/quando-dei-versi-trafiggono-il-quotidiano-nel-ricordo-di-wislawa-szymborska-1923-2012/</link>
		<comments>http://genrivista.wordpress.com/2012/02/16/quando-dei-versi-trafiggono-il-quotidiano-nel-ricordo-di-wislawa-szymborska-1923-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 15:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandratrevisan87</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubrica Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Trevisan]]></category>
		<category><![CDATA[Maddalena Lotter]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Wyszlawa Szymborska]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivere un curriculum (da Vista con granello di sabbia) Che cos&#8217;è necessario? È necessario scrivere una domanda, e alla domanda allegare il curriculum. A prescindere da quanto si è vissuto è bene che il curriculum sia breve. È d&#8217;obbligo concisione e selezione dei fatti. Cambiare paesaggi in indirizzi e malcerti ricordi in date fisse. Di tutti&#160;&#8230; <a href="http://genrivista.wordpress.com/2012/02/16/quando-dei-versi-trafiggono-il-quotidiano-nel-ricordo-di-wislawa-szymborska-1923-2012/">Read&#160;more</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=genrivista.wordpress.com&amp;blog=13051756&amp;post=2808&amp;subd=genrivista&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;" align="center"><span style="color:#888888;"><em><strong>Scrivere un curriculum</strong> </em>(da<span style="color:#ff0000;"><strong><em> Vista con granello di sabbia</em></strong></span>)</span></p>
<p><span style="color:#888888;">Che cos&#8217;è necessario?</span><br />
<span style="color:#888888;">È necessario scrivere una domanda,</span><br />
<span style="color:#888888;">e alla domanda allegare il curriculum.</span><br />
<span style="color:#888888;">A prescindere da quanto si è vissuto</span><br />
<span style="color:#888888;">è bene che il curriculum sia breve.</span><br />
<span style="color:#888888;">È d&#8217;obbligo concisione e selezione dei fatti.</span><br />
<span style="color:#888888;">Cambiare paesaggi in indirizzi</span><br />
<span style="color:#888888;">e malcerti ricordi in date fisse.</span><br />
<span style="color:#888888;">Di tutti gli amori basta quello coniugale,</span><br />
<span style="color:#888888;">e dei bambini solo quelli nati.</span><br />
<span style="color:#888888;">Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.</span><br />
<span style="color:#888888;">I viaggi solo se all&#8217;estero.</span><br />
<span style="color:#888888;">L&#8217;appartenenza a un che, ma senza perché.</span><br />
<span style="color:#888888;">Onorificenze senza motivazione.</span><br />
<span style="color:#888888;">Scrivi come se non parlassi mai con te stesso</span><br />
<span style="color:#888888;">e ti evitassi.</span><br />
<span style="color:#888888;">Sorvola su cani, gatti e uccelli,</span><br />
<span style="color:#888888;">cianfrusaglie del passato, amici e sogni.</span><br />
<span style="color:#888888;">Meglio il prezzo che il valore</span><br />
<span style="color:#888888;">e il titolo che il contenuto.</span><br />
<span style="color:#888888;">Meglio il numero di scarpa, che non dove va</span><br />
<span style="color:#888888;">colui per cui ti scambiano.</span><br />
<span style="color:#888888;">Aggiungi una foto con l&#8217;orecchio in vista.</span><br />
<span style="color:#888888;">È la sua forma che conta, non ciò che sente.</span><br />
<span style="color:#888888;">Cosa si sente?</span><br />
<span style="color:#888888;">Il fragore delle macchine che tritano la carta.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Non è facile parlare di un <strong>premio Nobel</strong> come l’autrice polacca <strong>Wislawa Szymborska</strong>, anzi è difficile, specie se la sua poesia è passata appena sulla punta della nostra lingua (ad esempio suo è il bel verso che da il titolo al libro di Benedetta Tobagi nel ricordo del padre Walter, <strong><em>Come mi batte forte il tuo cuore</em></strong>)<em>.</em> Allora si può scrivere solo di ciò che ci ha attraversato, di ciò che sappiamo e abbiamo saputo, attraverso i suoi testi – in traduzione –, stando dalla parte dei lettori, attenti non distratti, e con l’ingenuità dei nostri vent’anni.</span><br />
<span style="color:#888888;">Abbiamo scelto una poesia famosissima per tracciare i suoi contorni, una lirica che va al cuore della spersonalizzazione del sé in corso nel nostro (eterno) presente, in cui la forma sovrasta l’identità; la perdita d’identità è qui per Szymborska un fatto di limpidezza assoluta. È questo il suo stile: dire con <strong>poco</strong>, e dire sempre poco e con chiarezza; dire soprattutto il <strong>&#8216;non so&#8217;</strong>, quel non so che è coefficiente nella poesia più che nella prosa per l&#8217;immediatezza con cui arriva al cuore delle cose, con cui le indaga, le illumina, le evidenzia, con cui amplifica il sentire (ad esempio qui in «L&#8217;appartenenza a un che, ma senza perché», oppure «Scrivi come se non parlassi mai con te stesso/ e ti evitassi»). Si dice che la sua lingua quotidiana fosse funzionale all’espressione poetica, e di certo lo è − e non sta a noi giudicarlo ma solo sentirlo. Questa cifra è stata evidenziata dalla poetessa Anna Toscano in un’autrice italiana contemporanea che amiamo molto, <strong>Bianca Tarozzi</strong>, ed è presente anche nella poesia di <strong>Anna Maria Carpi</strong>. Si tratta di mettere a fuoco il vivere sfocandolo nella extra-ordinarietà della poesia, utilizzare materiale ‘povero’ per evocare il dissimile che la poesia porta in seno, quel significato ‘altro’, ulteriore.<br />
Facciamo degli esempi, così da poter rafforzare quest’evidenza lirica:</span></p>
<p style="text-align:left;" align="right"><span style="color:#888888;">Bianca Tarozzi, <em>La rivoluzione non è un invito a cena</em> (in <em>Il teatro vivente</em>, Scheiwiller, 2007):</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Quartiere del pilastro − quattro bar,</span><br />
<span style="color:#888888;">nessun negozio − molti grattacieli</span><br />
<span style="color:#888888;">e la scuola serale: una cascina</span><br />
<span style="color:#888888;">abbandonata, appena un po&#8217; discosto.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">È il nostro esperimento, il nostro vanto:</span><br />
<span style="color:#888888;">si tratta di cambiare</span><br />
<span style="color:#888888;">il rapporto tra gli uomini e le cose.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Il nostro motto era servire il popolo −</span><br />
<span style="color:#888888;">i giovani ingegnieri, gli insegnanti</span><br />
<span style="color:#888888;">neolaureati, i nuovi militanti</span><br />
<span style="color:#888888;">preparavano il popolo all&#8217;esame</span><br />
<span style="color:#888888;">di terza media. E insieme</span><br />
<span style="color:#888888;">imparavano, loro, qualche cosa.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">«Ero venuto per servire il popolo</span><br />
<span style="color:#888888;">e ho scoperto che il popolo non c&#8217;è:</span><br />
<span style="color:#888888;">questo è un volgo disperso,</span><br />
<span style="color:#888888;">senza nome né fede comunista.</span><br />
<span style="color:#888888;">Semplicemente vogliono comprare.»</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">«E cosa c&#8217;è di male? Tu ce l&#8217;hai  il Pioneer con l&#8217;amplificatore?»</span><br />
<span style="color:#888888;">«Io sì, ce l&#8217;ho. Che c&#8217;entra?»</span><br />
<span style="color:#888888;">«E perché loro no?»</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">[…]</span></p>
<p style="text-align:left;" align="right"><span style="color:#888888;">Anna Maria Carpi<em> (</em>in <em>L’asso nella neve</em>, Transeuropa, 2011):</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#888888;">QUI SUL MIO TAVOLO/ ho la luce accesa,/ una tazza tedesca di Bayreuth,/ le biro e nella scatola che ho foderato io di carta a fiori/ la gomma il temperino/ il rotolo di scotch la cucitrice,/ Rapid One, è svedese./ Guardali, uno ad uno,/ non pensare, non muoverti./ Solo un metro più sotto c’è la disperazione./ Ancora un’ora, poi berrai qualcosa,/ poi guarderai le mail, il telegiornale,/ poi qualcuno telefona.</span></p>
<p style="text-align:justify;" align="right"><span style="color:#888888;">Cos’è dunque, tornando a Szymborska, scrivere un curriculum se non un fatto comune e banale, che tuttavia investe il nostro io talvolta sottraendogli verità? Cos’è un curriculum se non estrema forma non rappresentativa ‘del sé più intimo’, quello che fa di noi (invece) proprio ciò che siamo, persone uniche? Szymborska trasforma lo scrivere ‘di forma’ in forma poetica.</span></p>
<p style="text-align:justify;" align="right"><span style="color:#888888;">Wislawa Szymborska è stata innanzitutto una osservatrice: &#8220;Suave est&#8221;, diceva Lucrezio, è dolce ammirare da lontano i mali che affliggono l&#8217;umanità (<em>De Rerum Natura</em>, II) chiamandosi fuori dalle famose passioni. La Szymborska, con sereno distacco, ha osservato il mondo da fuori e lo ha colto nella sua debolezza; lo ha trafitto con le sue dosate parole, con una precisione chirurgica in quella ferita già aperta, ritraendosi subito, permettendo al lettore di sviluppare una sua riflessione. Effettivamente, non c&#8217;è nulla di più efficace della verità quando è detta attraverso la bellezza, qualità che non si può certo negare ad una Maestra come lei, che ha dipinto le emozioni con una &#8220;violenza bella&#8221; che indaga ogni tristezza, <em>senza esagerare</em>. Chiudiamo dunque questo &#8216;ricordare&#8217; la sua Poesia con questo testo, che parla più delle nostre parole.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><em><strong>Sulla morte senza esagerare </strong></em></span></p>
<p><span style="color:#888888;">Non s’intende di scherzi,</span><br />
<span style="color:#888888;">stelle, ponti,</span><br />
<span style="color:#888888;">tessitura, miniere, lavoro dei campi,</span><br />
<span style="color:#888888;">costruzione di navi e cottura di dolci.</span></p>
<p><span style="color:#888888;">Quando conversiamo del domani</span><br />
<span style="color:#888888;">intromette la sua ultima parola</span><br />
<span style="color:#888888;">a sproposito.</span></p>
<p><span style="color:#888888;">Non sa fare neppure ciò</span><br />
<span style="color:#888888;">che attiene al suo mestiere:</span><br />
<span style="color:#888888;">né scavare una fossa,</span><br />
<span style="color:#888888;">né mettere insieme una bara,</span><br />
<span style="color:#888888;">né rassettare il disordine che lascia.</span></p>
<p><span style="color:#888888;">Occupata ad uccidere,</span><br />
<span style="color:#888888;">lo fa in modo maldestro,</span><br />
<span style="color:#888888;">senza metodo né abilità.</span><br />
<span style="color:#888888;">Come se con ognuno di noi stesse imparando.</span></p>
<p><span style="color:#888888;">Vada per i trionfi,</span><br />
<span style="color:#888888;">ma quante disfatte,</span><br />
<span style="color:#888888;">colpi a vuoto</span><br />
<span style="color:#888888;">e tentativi ripetuti da capo!</span></p>
<p><span style="color:#888888;">A volte le manca la forza</span><br />
<span style="color:#888888;">di far cadere una mosca in volo.</span><br />
<span style="color:#888888;">Più di un bruco</span><br />
<span style="color:#888888;">la batte in velocità.</span></p>
<p><span style="color:#888888;">Tutti quei bulbi, baccelli,</span><br />
<span style="color:#888888;">antenne, pinne, trachee,</span><br />
<span style="color:#888888;">piumaggi nuziali e pelame invernale</span><br />
<span style="color:#888888;">testimoniano i ritardi</span><br />
<span style="color:#888888;">del suo svogliato lavoro.</span></p>
<p><span style="color:#888888;">La cattiva volontà non basta</span><br />
<span style="color:#888888;">e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni</span><br />
<span style="color:#888888;">è, almeno finora, insufficiente.</span></p>
<p><span style="color:#888888;">I cuori battono nelle uova.</span><br />
<span style="color:#888888;">Crescono gli scheletri dei neonati.</span><br />
<span style="color:#888888;">Dai semi spuntano le prime due foglioline,</span><br />
<span style="color:#888888;">e spesso anche grandi alberi all’orizzonte.</span></p>
<p><span style="color:#888888;">Chi ne afferma l’onnipotenza</span><br />
<span style="color:#888888;">è lui stesso la prova vivente</span><br />
<span style="color:#888888;">che essa onnipotente non è.</span></p>
<p><span style="color:#888888;">Non c’è vita</span><br />
<span style="color:#888888;">che almeno per un attimo</span><br />
<span style="color:#888888;">non sia immortale.</span></p>
<p><span style="color:#888888;">La morte</span><br />
<span style="color:#888888;">è sempre in ritardo di quell’attimo.</span></p>
<p><span style="color:#888888;">Invano scuote la maniglia</span><br />
<span style="color:#888888;">d’una porta invisibile.</span><br />
<span style="color:#888888;">A nessuno può sottrarre</span><br />
<span style="color:#888888;">il tempo raggiunto.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#888888;"><strong>*</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><strong>Due righe di biografia<br />
Wyszlawa</strong> <strong>Szymborska</strong>, nata nel 1923, è morta a Cracovia il 1° febbraio di quest&#8217;anno. Poetessa e saggista,  è considerata la più importante poetessa polacca degli ultimi anni. Ha pubblicato numerosi volumi di poesia, tradotti in più lingue, e ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1996 «per una poesia che, con ironica precisione, permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti d&#8217;umana realtà». Sotto un&#8217;apparente semplicità fatta di ironia e paradosso, le sue poesie toccano temi filosofici ed esistenziali che riflettono sulla condizione dell&#8217;uomo.</span></p>
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			<media:title type="html">WISLAWA SZYMBORSKA</media:title>
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		<title>La concisione è un processo lento, è un’arte indolore. Su DENIM BOY dei SuperTempo</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 17:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandratrevisan87</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Denim Boy è il secondo EP dei veneti SuperTempo che già noi di generAzione seguimmo qualche mese fa [trovate tutto qui:  http://genrivista.wordpress.com/2011/10/17/always-in-a-hurry-nel-veneto-rnr-generazione-non-intervista-i-supertempo/]. Un secondo lavoro e prova molto convincente, prova di prove, quelle che verranno nei prossimi mesi in cui la band proseguirà nell’offrire delle uscite rigorosamente ‘pocket’ per sfamarci a piccole dosi; Denim Boy contiene tre tracce brevissime – loro&#160;&#8230; <a href="http://genrivista.wordpress.com/2012/02/15/la-concisione-e-un-processo-lento-e-unarte-indolore-su-denim-boy-dei-supertempo/">Read&#160;more</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=genrivista.wordpress.com&amp;blog=13051756&amp;post=2815&amp;subd=genrivista&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;" align="center"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2816" title="Denim Boy EP" src="http://genrivista.files.wordpress.com/2012/02/denim-boy-ep.jpg?w=400&#038;h=400" alt="" width="400" height="400" /></p>
<p style="text-align:justify;" align="center"><span style="color:#888888;"><strong><em>Denim Boy</em></strong> è il secondo EP dei veneti <strong>SuperTempo</strong> che già noi di <strong>gener<span style="color:#ff0000;">A</span>zione</strong> seguimmo qualche mese fa [trovate tutto qui: <span style="color:#ff0000;"> </span><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#808080;"><a href="http://genrivista.wordpress.com/2011/10/17/always-in-a-hurry-nel-veneto-rnr-generazione-non-intervista-i-supertempo/"><span style="color:#808080;"><span style="color:#ff0000;">http://genrivista.wordpress.com/2011/10/17/always-in-a-hurry-nel-veneto-rnr-generazione-non-intervista-i-supertempo/</span></span></a>]. Un secondo lavoro e prova molto convincente, prova di prove, quelle che verranno nei prossimi mesi in cui la band proseguirà nell’offrire delle uscite rigorosamente ‘pocket’ per sfamarci a piccole dosi;</span> </span><em>Denim Boy </em>contiene tre tracce brevissime – loro cifra – che ci trascinano <em>altrove</em> e dove non è dato saperlo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Per parlarne si parte da una loro dichiarazione: «Costruito su pochi accordi, composto con l&#8217;urgenza di chi aspira a passare dal garage all&#8217;attico; sono poche righe sui sogni di rock&#8217;n’roll di Lubjana, le digestioni cinesi, i rinnovati 18 anni, la birra sputata con euforia, il bisogno compulsivo di &#8220;amore da party&#8221;, e le lunghe e silenziose solitudini passate in mezzo agli altri a masturbarsi. I <strong>SuperTempo</strong> sono sopra la media, inconsapevolmente incapaci, senza nessuna velleità artistica, e nutrono la sola voglia di vomitare materiale per disturbare, per intasare ulteriormente lo scarico di musica italiana che la &#8220;fossa biologica&#8221; ogni giorno purifica. Combattiamo la vostra crisi con le tasche piene di ipocrisia, solo perché la sincerità per noi è un vero valore. Noi ci auguriamo di essere il vostro batterio intestinale, di farvi stare male.»</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#888888;"><span style="color:#888888;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2822" title="SuperTempo 1" src="http://genrivista.files.wordpress.com/2012/02/supertempo-1.jpeg?w=390&#038;h=400" alt="" width="390" height="400" /></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Queste tre tracce &#8211; che tutte assieme non arrivano a sei minuti – sono accompagnate dall’uscita del video autoprodotto che trovate in coda a quest’articolo, che circola da un mese su youtube. Più in generale <em>Denim Boy</em> si fa di brani completamente ripercorsi da una spensieratezza che, come nel primo Ep, galleggia in superficie, una spensieratezza <em>altra</em>, vivace, vera e comunque tipica del loro genere garage power-pop. La velocità con echi punk è sempre più potenziata qui ma non è corretto in questa sede parlare di estetica musicale, quanto invece può interessarci parlare d’altro, perché in questo nuovo lavoro dei SuperTempo la ‘parzialità’ si fa carne, fiato e immaginazione, e prosegue in una direzione ostinata: in queste canzoni-veloci-senza-peso i SuperTempo integrano l’alterità che gira loro intorno quotidianamente, che gira intorno a tutti noi, trasformandola, dandole un significato artistico ancora e ancora. Sembra insomma che questi ragazzi ci stiano comunicando di saper esattamente ‘quello che non sono e quello che non vogliono’ e che l’importante è sapere cosa si desidera nell’istante in cui le idee folgorano la mente, in quell’attimo d’illuminazione breve o lunga in cui una melodia, un suono, un reef si suggerisce a te, t’invade. Ma soprattutto i SuperTempo vogliono dirci che è fondamentale che il corpo degli strumenti parli, cioè che sia il suono ad avere l’ultima parola, in un tentativo sfrenato di toccare il grado zero della Realtà, di rivelarlo sempre e renderlo visibile (udibile), fornendo in questo modo la loro versione di una certa lealtà nei confronti della musica stessa. Questa anche la loro eterna ricerca che in <em>Denim Boy, Masturbation Breakdown</em> e <em>Love Soup</em> si avverte – e dove c’è un’impronta comune che li lega e li rinsalda, che suggerisce questo ‘senso’ a cui si è appena accennato. Se posso concedermi quest’affermazione parlando in prima persona e al presente &#8211; che poi è lo stesso dei SuperTempo &#8211; trovo sia proprio <em>Love Soup</em> ad evocare ciò in cui è più facile oggi riconoscersi, indipendentemente dal testo (che non conosco): l’essere di continuo investiti da un’accozzaglia di sensazioni e sentimenti in poltiglia, liquidi. E sentirsi liquidi come questa musica, sempre.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Si dovrebbe pensare che quando l’arte – e l’avevamo già detto – approssima la vita, quando la vita in alcune sue forme si riversa nell’arte, allora si è sulla strada giusta. Noi giochiamo sempre una partita impari con la vita. In <em>Denim Boy</em> ci sono giustapposizioni continue di pensiero – quelle che loro stessi elencano qui sopra -, che sagacemente si prendono gioco dello svantaggio che si ha nei confronti della vita, con sfrontatezza, menefreghismo, audacia, senza compromessi comunque, e con concisione che è un’arte difficile, è un processo lento (appunto), che si deve imparare (e sbandierare) in questo mondo in cui regna la sovrabbondanza, un’arte che si può in qualche modo anche insegnare.</span></p>
<div style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><a href="http://youtu.be/WDqWpipbMM4"><span style="color:#ff0000;">WDqWpipbMM4</span></a></span></div>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Denim Boy </strong>ep:</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> 1. Denim Boy</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> 2. Masturbation Breakdown</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> 3. Love Soup</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Registrato presso lo Yack Studio di Mogliano V.to (TV) da Lorenzo Michieletti e Stefano Morbiato</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Produzione Artistica: SuperTempo</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Artwork: Massimiliano Pace</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><em>We play in Venice since september 2010. No one of us is dead yet. Bye</em></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><a href="http://www.facebook.com/supertempoband"><span style="color:#ff0000;">http://www.facebook.com/supertempoband</span></a></span><br />
<span style="color:#ff0000;"> <a href="http://soundcloud.com/super-tempo"><span style="color:#ff0000;">http://soundcloud.com/super-tempo</span></a></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><a href="http://www.youtube.com/user/SuperTempoTV"><span style="color:#ff0000;">http://www.youtube.com/user/SuperTempoTV</span></a></span></p>
<p style="text-align:center;">
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