Redazione

Iuri Moscardi – ruolo / poesia ed eventi


Nato nell’anno di grazia chernobiliana 1986 in quel di Breno (Brescia, montagnaland), mi sono laureato in Lettere Moderne a Milano: sia per la Laurea Triennale che per la Magistrale ho portato una tesi dedicata a Cesare Pavese (quella Magistrale premiata col Premio Pavese 2012). Non so dove sarò tra qualche mese o tra qualche anno perché è tutto molto fluido (leggi mancanza di prospettive concrete), ma questo non è per forza un male. Ho scritto un libro dialettale, Mezàr, dedicato alla piccola frazione dove vivo quando sono in borghese e scrivo il mio blog. Con Clara Ramazzotti e Antonio Prenna ho lanciato il progetto #parliamodilibri;  con Clara Ramazzotti ho partecipato al Festival Letteratura di Milano con il progetto #lettera22. Curo la rubrica di poesia Le mie poesie non cambieranno il mondo e sono tra i fondatori della rivista.

Clara Ramazzotti – ruolo / prose e social media

Laureata in Lettere Moderne all’Università di Verona e laureata in Storia a Milano, ha iniziato a scrivere quando… No, in realtà non si ricorda affatto il quando ma certamente ha sempre amato leggere (la sua maestra era cattiva ma insistente) e scarabocchiare sceneggiature amatoriali per i pomeriggi con Barbie e Ken (era figlia unica, al tempo). Voleva diventare pediatra, poi neuropsichiatra e poi ha capito che c’era troppo da studiare e ha scelto la via del giornalismo, che ha mollato perché le piace lavorare nell’editoria partendo da Iperborea, casa editrice milanese di Emilia Lodigiani, fino a Tecniche Nuove. Ha creato un blog nel 2005, ha vinto un concorso giornalistico con la sua classe del liceo, partecipa al Festivaletteratura dal 2009 ed è stata selezionata per Scritture Giovani Cantiere . Ha collaborato per due anni alla rivista Pass, e all’assoziazione studentesca UniCinema come addetto stampa. Con Iuri Moscardi e Antonio Prenna ha lanciato il progetto #parliamodilibri, ha partecipato al Festival Letteratura di Milano con il progetto #lettera22 e ha attivato una collaborazione con Fazi editore curando su generAzione una rubrica di e-book e collane low cost digitali. Ora vive a Milano lavorando in un’agenzia di comunicazione ma sogna una città che sia una via di mezzo tra Berlino e Londra.

Diana Osti – ruolo / caporedattore e poesia

Diana Tullia Miriam Osti detta Ody è nata a Ferrara nell’emilia un freddo giorno di novembre del 1987, lo stesso giorno del musicista e icona transgenerazionale Jeff Buckley e del matematico tedesco August Ferdinand Möbius, inventore del celebre nastro omonimo, che a quanto pare l’ha messo in quel posto a tutti. Vive a Ferrara per molti anni, studia a Bologna qualcosa che ha a che fare con l’antropologia e finisce a Torino un giorno per caso, innamorandosene ed emigrandovi quasi all’istante ritrovandosi d’un tratto in un pazzo collegio dinanzi al quartiere di Porta Palazzo. Ora specializzanda in letterature comparate, sorride guardando al suo passato di liceale ribelle: snob nei confronti degli autori da manuale, stringe sodalizi con la poesia erotica femminile di Patrizia Valduga, con le Lettere a Milena di Kafka, con il coraggio di Lolita: si appassiona alle storie clandestine e alle strade alternative, ed è questa devianza che la porta a innamorarsi (grazie alla complicità di alcuni, sapientissimi docenti) della letteratura cosiddetta “della migrazione” (un nome migliore è ancora da inventare; lei preferisce inserirla nella grande famiglia dei postcolonial studies), fonte inarrestabile di arricchimento per l’immaginario e la lingua italiana. Sogna un futuro di abbattimento dei canoni e regolamentazione degli innesti, dove risalendo faticosamente dalla nostra porta occidentale arriveremo alla porta orientale con un bagaglio pieno di rispetto e conoscenza profonda. Per il resto, vive ama e traduce qualcosina dall’inglese (S.S. Van Dine, Mistero in casa Garden, Rusconi 2010), lingua che non ama particolarmente ma che ahimè sa un pochino meglio di altre. Pensa non sia quasi mai una cosa seria, e che i veri amori siano sempre e comunque quelli letterari, per gli scrittori morti ovviamente, dacchè gli scrittori in vita si narra siano sovente persone orribili, ma questa è un’altra storia (da manuale). Adora il jazz.

Chiara Baldin – ruolo / caporedattore

Nasce a Ferrara unquartodisecolopiùdueanni fa nel sorriso e nella melodia. A 4 anni impara a leggere l’ora nel libro di Topolino: da quel giorno inizia il suo viaggio nei libri. Fin da piccola amante della grammatica e degli idiomi, si tuffa nel liceo linguistico. A 10 anni inizia la sua carriera da danzatrice terminata nel 2009 dopo numerosi podi agonistici e personali. Di indole pellegrina, nomade e migrante, viaggia e si contamina di vite e incontri. Vive e studia Germanistica a Treviri (Germania), si laurea in Lingue e letterature straniere nella città natale. Nel 2008 è borsista “Leonardo Da Vinci” presso il Festival Internazionale di Letteratura a Berlino (Internationales Literaturfestival Berlin). Laureata magistrale in Lingua e cultura italiane per stranieri, si innamora della sociologia e della letteratura migrante, lavora con e per richiedenti asilo politico, rifugiati politici nella sua città natale. Ha nuotato nelle acque di Halle (Germania) dove ha insegnato italiano presso il Gymnasium Landsberg. Residente in spazio e tempo soggettivi nella nostalgia e azzurra Lisbona, lavora come funambola di lingue e colori. Ama scattare fotogrammi di vita, colleziona dettagli e profumi, mangia libri e partorisce talvolta frasi sensate. Drogata di sorrisi, anacardi, Peanuts, Topolino, lingua portoghese e risposte sibilline, si appassiona costantemente alla Vita e ai bambini che incontra. Scrive su e parla spesso di generAzione rivista (in particolare si occupa dei reportage), ringraziando i suoi maestri e i suoi compagni di avventura. Canta sotto/di fianco/sopra la doccia. Nei respiri della giornata si dedica a Mani Tese (ONG) come referente della sua città, annota tutti i sogni che realizzerà nelle prossime vite e tutti i bambini che accoglierà tra le sue braccia.
Da grande vorrebbe cambiare il mondo.

Anna Carrozzo – ruolo / redattore e prose

Ho un nome di 4 lettere, banale e palindromo: Anna. Non potete dimenticarlo! Sono nata in un ridente (si dice sempre così, vero?) paesino del Sud Italia all’ombra di un castello, ma non sono una principessa, nè una terrona scansafatiche! La mia più grande passione è la cultura, in tutte le sue forme. Sono fra i “padri fondatori” di generAzione rivista. Ero a Mantova in quei giorni fatali, che ci hanno cambiato la vita. generAzione per me è uno stile di vita! Sogno di vivere fuori dal mondo, ma solo per il tempo utile a sentirne la mancanza.

Iris Karafillidis – ruolo / redattore

Iris nasce nella città di Giorgio Bassani, fra muretti e giardini. Di chiare origini greche, non ci mette molto per capire che i libri sono la sua passione. Care pagine profumate che la accompagnano durante la vita di ogni giorno, ne ha sempre un po’ in borsa, insieme ad un blocchetto e una penna: l’ispirazione le arriva nei momenti più strani. Dalla risata sonora e dagli occhi ammiccanti, mai tranquilla e soddisfatta si aggira inquieta per scuola, dove la si trova a seguire innumerevoli corsi, tanto che ormai la credono un’inguaribile iperattiva. Con mille sogni nel cassetto e più libri sul comodino si arrabbia spesso per sostenere le sue idee e non sta mai zitta. Ma ama generAzione rivista, e le deve molto: è il suo mentore, la prima emozionante esperienza di scrittura originale.

Martina Daraio – ruolo / redattore

Mi chiamo Martina e sono nata ad Ancona nel 1987. Scrivo su generAzione da qualche anno: questa rivista è il ricordo di giorni lontani e sospesi trascorsi al Festivalettatura di Mantova e l’inizio della consapevolezza che la letteratura è vita… se non altro la mia. Ho studiato Lettere Moderne a Bologna, Teoria e critica della letteratura a Padova, poi mi sono tormentata per mesi e Paesi nel tentativo di capire davvero chi fossi e dove volessi andare… o meglio: dove volessi restare: in Italia. Così oggi come sempre leggo romanzi e poesie, mi emoziono, ne parlo e ci ragiono su, ma nel frattempo sono riuscita a dare un nome a tutto questo: “Dottorato di ricerca presso l’Università di Padova”… oppure: Felicità. ;)

Andrea Checcucci – ruolo / redattore, poesia e fotografo

Sono nato a Brescia nel 1990, luogo e tempo che mi hanno dato svariate opportunità, tra cui quella di conoscere molte persone, mentre studiavo presso il Liceo Scientifico A. Calini. Ora frequento l’Università degli Studi di Brescia, facoltà di Economia. Lavoro con mio padre nel settore immobiliare industriale. Mi piace scrivere con la luce e con la penna, mi piace anche mangiare bene. Sono appassionato di arte, e cerco di farne. Cerco anche di trasmettere agli amici la dedizione per il volontariato (pare che l’uomo sia l’unico animale in grado di ridere e sacrificarsi per un suo simile). Scrivo sul giornalino universitario di Brescia, La Freccia, sono apparse mie foto e poesie su generAzione rivista e Toylet Magazine, foto su diversi siti (di locali, aziende, ecc.), ancora poesie su Corrente Improvvisa.

Sandra Simonetti – ruolo / redattore e prose

Mi definirò in breve, anche se quando Dio distribuiva il dono della sintesi, io mi ero assentata. Nasco nel giorno che non c’è: il 29 febbraio del 1988, figlia unica. Negli anni, sviluppo varie passioni: un po’ le coltivo, altre le abbandono. Un continuo seminare per poi riprendere a distanza di tempo, insomma. Cosa mi piace fare: troppe cose! Dato che mi sto impegnando per fare in modo che Dio ci ripensi, sul dono della sintesi, devo tenerla corta… Amo leggere, viaggiare e tutto ciò che puzza di cultura, quando la cultura non se la tira; temo di essere un po’ snob, ma penso faccia parte di una tecnica di sopravvivenza. Ah sì, altra cosa: amo le lingue. Ho provato a studiare cinese in triennale, prima di trasmigrare completamente agli Studi Internazionali (triennale a Brescia, magistrale in corso a Trento, dai Sandra che se va tutto bene è l’ultimo anno. E poi? Ok, stai calma che qualche cosa t’inventerai). E ho la spiccata tendenza a dialogare con me stessa: non perché gli altri mi annoino, anzi! È che ho una personalità a poligono: troppi lati che tentano di mettersi d’accordo e io a cercare un equilibrio. Amo la radio e da qualche mese ho una trasmissione su un’emittente locale: io e una mia amica andiamo in onda una volta alla settimana per parlare di libri e abbiamo spesso invitato generAzione. Amo la fotografia (ma rientra nella categoria “cultura”, va bene ho ricominciato a divagare). Amo gli animali! (scarsa originalità…). Insomma, sono una persona pseudo-normale che ama la vita e che dal timido-riservato può passare al loquace-logorroico nel giro di pochi minuti.
Spero che questa biografia non verrà mai messa sulla terza di copertina (con una foto orrenda, ovviamente), nel caso in cui altri oltre a generAzione decidessero di pubblicare i miei pastrocchi. E dato che ho la straordinaria capacità di essere sempre sul filo del rasoio con il tempo, chiudo qui il mio sproloquio.

Beatrice Orlandini – ruolo / redattore

Nata nel 1992 e cresciuta a Ferrara, ho sempre amato l’arte e la letteratura (entrambe da intendersi in senso lato) e questo grande amore mi ha spesso portata a scarabocchiare o con la penna o con i colori o con il corpo e la musica. Un’esperienza importante è stata senz’altro incrociare (e poi re-incrociare) strade con i volontari del Festivaletteratura di Mantova, scoprendo un mondo di stimoli e persone belle (o persone belle che offrono stimoli?). Se dovessi precisare ciò che mi incuriosisce di più non avrei dubbi e direi le persone: le loro culture, le loro lingue, la qual cosa mi ha portato a scegliere di approfondire queste ultime in un percorso universitario.

Matteo Barbieri – ruolo / redattore e poesia

Matteo

Sono nato nell’85 a Venezia dove attualmente lavoro come impiegato. Vivo in una piccola città della provincia Veneziana che amo incrollabilmente, teatro e ispiratrice di buona parte della mia produzione poetica. Credo fermamente nella poesia della strada, improvvisata davanti a un bicchiere di vino in osteria tra una partita di carte e una schitarrata, credo nella poesia di chi non crede di fare poesia. I miei modelli sono, tra gli altri, Kurt Vonnegut, Ernesto Ragazzoni, Emilio Rentocchini, Francesco Guccini, Frank Zappa. Nel 2009 ho pubblicato la mia prima raccolta di poesie, intitolata La Sedia Comoda.

E molti altri ci hanno creduto, ci hanno voluto aiutare e si sono messi alla prova. Non riusciremo probabilmente a citarli tutti quindi non facciamo torto a nessuno: GRAZIE a voi, che sapete di aver dato una grande spinta a questa rivista, nel bene e anche, talvolta, nel male.
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