Sfatiamo un mito – Festivaletteratura 2011

 

Festivaletteratura e la pancia

Giunto al mio quarto Festival credo, per onestà intellettuale, che sia più che doveroso sfatare il mito principe del Festivaletteratura di Mantova. Per una settimana la città è piena di gente da ogni parte d’Italia: volontari e visitatori. I secondi vengono per gli ospiti, gli eventi, i monumenti, ecc. I primi – ripetono da sempre tg e giornali – perché sono persone in gamba, che amano la cultura e i libri e roba simile. Insomma, li si spaccia per fenomeni dell’amore culturale, gente che pur di comprare un libro vivrebbe sotto i ponti.
Ebbene, NON È ASSOLUTAMENTE COSÌ! Sfato questo mito alzando il velo su una delle più scandalose menzogne mai raccontate. Anch’io ho creduto alla giustificazione che vi dicevo sopra, il primo anno; ma, fatta una certa esperienza, ho scoperto la verità: i volontari vengono al Festival per la mensa!
E’ così. Forse per qualcuno è dura ammetterlo, forse altri storceranno il naso, forse arriveranno richieste di smentita, ma la verità è che ogni anno sopportiamo cinque giorni di clima sahariano e zanzare grosse come elicotteri solo per avere quel preziosissimo cartellino azzurro detto anche ‘buono pasto’ e entrare nel cortile di via Frattini a magnà due volte al giorno. Il feeling, all’arrivo in mensa per il primo pasto, non è immediato e si rimane un po’ perplessi: un’enorme tenda bianca, altre nel prato, tavoli da campeggio. Ma che è? Ma non bisogna mai fermarsi alle apparenze.

Sotto la tenda più grande, agli occhi increduli del volontario e alla sua pancia vuota si presenta il Paradiso: due primi, un’infinita varietà di secondi, contorni, stuzzichini, dolci, frutta, acqua, bevande brasiliane dopanti, succo d’arancia, vino, birra e caffè. Il tutto cucinato e servito mica dal primo che capita, ma dai ragazzi della scuola alberghiera sempre davvero bravissimi (clap clap sincero da parte delle mie mani e del mio pancino). Quindi si naviga bellamente tra paste al pesto, tortelli di zucca, risotto alla pilota e riso freddo; involtini, stracotto, arrosto; contorni di ogni genere; sbrisolone e budini alla crema; ciccioli e mostarda. Al punto che, dopo pranzo, parte per tutti un abbiocco a dir poco mostruoso: e l’organizzazione del Festival è dovuta correre ai ripari obbligando il caffè Illy a diventare sponsor per offrire ai volontari un pronto risveglio di caffeina.

 

Pillole: quest’anno il Festivaletteratura consegnava ad ogni volontario una graziosa borraccia in plastica da riempire ad ogni fontanella della città. Questo per evitare lo spreco di bottigliette di plastica (che poi nessuno ancora ha imparato a buttare al suo posto, e ci si chiede perchè…) e per valorizzare l’acqua buona sana e vicinissima delle nostre città. Zero sprechi. Zero acquisti. L’acqua è un bene comune e ci piace questa scelta, tanto che ci avevamo fatto un numero a suo tempo della rivista…

 

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