Il pirata gentile – Festivaletteratura 2011

Bjorn Larsson

 

Festivaletteratura e gli avventurieri dei mari

Che splendido cinquantenne (in verità quasi sessantenne) Björn Larsson. Arriva al chiostro del Museo Diocesano e già affascina con quella camicia bianca che fa molto signore. Quando inizia a parlare con Luca Crovi, quasi non sembra nemmeno svedese: parla un italiano quasi perfetto, non ha i capelli o la pelle troppo chiari. Probabilmente gli anni di mare lo hanno un po’ mediterraneizzato: ha infatti navigato, e abitato, su una barca a vela.
Comunque, è diverso dallo stereotipo dell’uomo scandinavo freddo e distante: è brillante, scherza, risponde a ogni domanda su qualsiasi argomento. Esordisce conquistando il pubblico italiano, che peraltro già lo ama molto, con una battuta sulla nostra lingua: “Ho imparato l’italiano perché mi piace scherzare con il pubblico e detesto quando un traduttore non sa tradurre una mia battuta: è frustrante perché nessuno ride”. La radio italiana lo ha aiutato molto: quando naviga, la radio è una delle prime cose di un Paese con cui entra in contatto. E anche se in italiano gli toccava sempre una partita di calcio seguita dalla vita di un santo, è sopravvissuto.

L’autore parla soprattutto di due dei suoi libri, La vera storia del Pirata Long John Silver e I poeti morti non scrivono gialli, pubblicati in Italia da Iperborea. Il primo è il suo libro più famoso in Italia, e non a caso è quello su cui fioccano più domande (di Crovi e del pubblico). Crovi lo fa parlare di quasi ogni aspetto del libro che racconta la storia del pirata de L’isola del tesoro: cosa ha aggiunto al Silver di Stevenson; se non ha avuto paura a confrontarsi con l’autore inglese e con uno dei suoi personaggi più famosi; perché Silver è così preoccupato per le sue mani; cos’è il mare per lui (“Da giovane un sogno di libertà, ora un riparo”). Il secondo è invece l’ultimo suo libro uscito in Italia, un giallo atipico dove il commissario che indaga sulla morte misteriosa di un poeta è una persona felice, senza i soliti problemi di alcool e sentimenti tipici degli sbirri dei thriller (scrive persino poesie). Ma che c’azzecca l’assassinio di un poeta? “Beh, nei gialli sono morte finora persone di tutte le categorie sociali tranne i poeti…”.
Larsson, pirata gentile, si svela come scrittore e come uomo. Dice che scrivere è per lui un bisogno (anche se può essere obbligo, per esempio nel diario di bordo che ogni navigante deve tenere), e per questo nei suoi libri mette sempre un po’ di se stesso. Scrive la prima volta a mano e poi al computer, correggendo la stessa frase anche 15 o 20 volte: ma mai per vendere una copia in più, solo per esprimersi meglio. Nei suoi libri, che a volte inizia a scrivere di getto, i suoi personaggi scappano dalla penna: come autore cerca sempre di delinearne la personalità completa, senza bloccarli in un ruolo precostituito, e capita che da soli si trasformino rivelandosi meglio o peggio di quanto anch’egli aveva pensato. Per lui un buon romanzo deve superare l’attualità, raccontando qualcosa che duri nel tempo, e non tutto può trovare espressione nella letteratura (per esempio l’alba non può essere descritta alla perfezione). Confessa che rilegge ogni sei mesi Se questo è un uomo per avere “le giuste proporzioni sulla vita”. Ma parla anche di vela: prima di partire è sempre necessario riflettere su tante cose, prima fra tutte il numero dei bagagli. Lo spazio è poco, la scelta di cosa portarsi (anche del numero di libri) è fondamentale. E solo in barca, navigandoci dentro, si scopre cos’è davvero una tempesta. Dumas, Verne e Stevenson sono gli autori con cui è cresciuto; Mellville, invece, è troppo tragico: “Sa parlare di mare, ma i suoi personaggi non hanno la libertà di scegliere le loro azioni”. Invece, il grande scrittore sa dar vita a un personaggio straordinario sotto tutti i punti di vista.

P.S.: lui è Björn, non Stieg Larsson (l’autore della trilogia Millennium). Precisazione che sembra uno scherzo, ma necessaria: anche un grande giornale li ha confusi…   
 

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 www.festivaletteratura.it

 

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