Gramellini e l’Italia (commossa) – parte seconda – Festivaletteratura 2011

 

Festivaletteratura e Viva l’Italia! alla seconda

Piangere non fa per me anche se, visti i tempi, il motto troisiano del “non ci resta che piangere” è molto azzeccato. Quindi, ogni tanto, dovrei piangere per tutto ciò che ci accade. Con Gramellini, nascondendo il tutto in gocce di sudore e naso da soffiare, è successo.
Non saprei se definirmi patriottica o esterofila. Mi piace viaggiare, trovo che vivere in ogni città del mondo – potendo e volendo – sia doveroso per raggiungere la completezza mentale necessaria ad essere una bella persona, ma non odio l’Italia. Non voglio andarmene. Voglio cambiare città, residenza, paese, ma non nazione. Mi sta bene usare parole come “limonare”, “truzzo” e “bimbominchia” ed essere capita. A Londra non mi capirebbe nessuno. Quindi vorrei restare in Italia, ma l’Italia vuole restare con me?

Massimo Gramellini, vicedirettore de “La Stampa” con un direttore di tutto rispetto (Mario Calabresi, presente l’anno scorso al Festival), e famoso per le sue 10 notizie da Fazio su RaiTre, mi ha coinvolto, commosso, smosso, rivoltato il cuore e poi autografato la Moleskine. Ho visto l’evento più interessante, emozionante, coinvolgente di tutto il Festival. Sì era pieno di bella gente, begli autori, belle cose ma Gramellini e la Banda della Città di Mntova (eccezionali) hanno alternato musica e parole, tutto nel Teatro Sociale dove era più sudore che ossigeno. La potenza di quello che si può definire a tutti gli effetti un percorso storico tracciato a parole, con eventi aneddoti e opinioni, è indescrivibile. Avete presente quando sentite una canzone e vi colpisce quel brividino sulle braccia, quel batticuore momentaneo che vi stordisce e vi fa capire che, sì, è quella, è la canzone che solo a sentirla vi scioglie? Pensate un’intero evento, una serata di due ore circa, così. Pensate che all’Inno la gente si è alzata e ha ululato, qualcuno in fondo, “Viva l’Italia” e senza il pensiero – malevolo – che si stavano dicendo le solite cose… C’è uno Stato, c’è una Storia, ci sono molte e talvolta splendide Vite. Gramellini ce le ha raccontate con timidezza, umiltà e sincera commozione perchè dopotutto italiani siamo, e italiani rimarremo. Che vogliate o no.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

www.festivaletteratura.it

 

 

Annunci

scrivici che ne pensi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Lettori

    • 80,790
  • Archivio

  • Iscrivendoti potrai leggere gli articoli appena postati, i commenti fatti, le immagini pubblicate.

  • La rivista e l'intero materiale presente su questo sito appartengono ai loro legittimi proprietari. Le opere possono essere trasmesse purché siano segnalati gli autori e non sia a scopo di lucro. Tutto quello che viene scritto nella rivista e sul sito è espressione individuale del suo autore. Le immagini utilizzate sono sempre degli autori di generAzione e dei suoi collaboratori, dove non indicato sono state prese dal web ricercando immagini in CC e prive di copyright. Se vedi un'immagine che ti appartiene contattaci subito e la toglieremo.

    Creative Commons License 2013 - generAzionerivista
  • Creative Commons License

    Ebuzzing - Top dei blog - Letteratura Ebuzzing - Top dei blog - Cultura