Gramellini e l’Italia – parte prima – Festivaletteratura 2011

Viva l'Italia!

 

Festivaletteratura e VIVA L’ITALIA!

Un incontro dal sapore patriottico, ma privo di qualsiasi retorica. Per una Generazione disincantata, lontana anni luce dal nazionalismo e spesso fortemente critica nei confronti del proprio paese, ascoltare la storia d’Italia ripercorsa da Massimo Gramellini, vicedirettore del quotidiano “La Stampa”, non può fare che bene. Accompagnato dalla Banda Città di Mantova, diretta dal maestro Alessio Artoni, l’autore del corsivo quotidiano “Buongiorno” ha reso un omaggio appassionato alla tanto vituperata Italia, con accenti allo stesso tempo amari, esilaranti e ricchi di paragoni e connessioni con il nostro presente. Non capita tutti i giorni di sentir parlare, in un teatro affollato come quello di Mantova, in maniera tanto condivisibile di Garibaldi e Cavour, di Giolitti e Mussolini, dei partigiani della Resistenza, di De Gasperi e Togliatti e della Torino degli anni di piombo. E ancora: la drammatica emigrazione degli italiani all’estero, vicenda troppo spesso dimenticata, la prima e la seconda guerra mondiale, il boom economico visto attraverso l’acquisto della lavatrice da parte della nonna dello stesso Gramellini, che non concepiva (o meglio, non voleva concepire) il concetto delle “rate”, tanto in voga nei primi anni ’50 per effetto dell’americanizzazione dell’Europa occidentale. Le note delle canzoni che hanno fatto la nostra storia, siano esse rigorosamente made in Italy o frutto di importazione o contaminazione dall’estero, hanno esemplificato a dovere il concetto di un fil rouge negli avvenimenti che hanno contribuito a rendere il nostro paese ciò che è. Massimo Gramellini, leggendo e commentando alcuni passi del suo libro, dal titolo emblematico “La patria, bene o male”, scritto con Carlo Fruttero, ha regalato al pubblico del Festivaletteratura un incontro che resterà nella memoria di molti a lungo, e non una vacua commemorazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. E l’eterno dualismo che contraddistingue l’animo degli Italiani, sempre pronti a dividersi in fazioni, in guelfi e ghibellini, pro o contro, per una serata è sembrato scomparire, in un’atmosfera magica in cui gli applausi si mischiavano agli occhi lucidi, gonfi di orgoglio, per una volta, per il fatto di essere italiani senza vergognarsene. L’aria calda che riempiva il teatro in un afoso inizio settembre era solo un leggero fastidio se paragonata alla ricchezza delle emozioni che questo incontro ci ha saputo trasmettere.

 

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www.festivaletteratura.it

 

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