Una valigia piena di… scuola

parolaccia

Halle, tre novembre duemiladieci

Ho ancora polvere di magia sulla pelle.

Stamattina, arrivata a scuola, c’erano diverse sorprese. Non avrei dovuto fare lezione, cosa poco simpatica data la sveglia alle 5, con buio e leggera brezza invernale. Tuttavia l’altra sorpresa ha ripagato di ogni minuto strappato a Morfeo! Zauber (magia) e Literatur hanno invaso tutta la giornata del 3 novembre, al Liceo Landsberg, che quest’anno ha ospitato e accolto ventuno scrittori per bambini e ragazzi.
La rappresentazione, “Magia della Letteratura”, ha introdotto la giornata stregata: due maghi piccolini, con le loro bacchette, hanno dato vita a storie, personaggi. Ad ogni risveglio rifluivano parole, rime, sussulti e pelle d’oca. Un mosaico di luci, colori, costumi, parole intonate. Da favola!
Gli autori seduti, incantati. Il pubblico giovanissimo seguiva a bocca aperta i movimenti delle bacchette magiche.
È iniziata così la giornata letteraria. Concise, simpatiche e ammirate le voci di alcune autorità hanno salutato le centinaia di ragazzi presenti. Il sindaco di Landsberg, coi suoi baffi folti, ha terminato il suo discorso esortando i ragazzi: “Abbiamo bisogno di magia per rendere questo mondo migliore”. Me lo sono segnato sulla Moleskine.
Ha parlato poi uno scrittore, viso un po’ tedesco, tondo e paonazzo, circondato da un codino. «Leggete, ragazzi! E soprattutto: scrivete! Scrivete per raccontare e condividere». Mi sono commossa pensando a quanto tempo ci ho messo io a capire questo. E come in un film, mi sono rivista sedicenne china sul diario a scrivere per poi chiudere le pagine, lasciandole sole, al loro destino.

ore 12:15
: pausa pranzo, folla di testoline in giardino e una corona di palloncini ad elio attaccati a una cordicella insieme a cartoline. Li guardo, sorridenti e sorridente, dalla sala professori: fuori fa freddo e solo i bambini tedeschi hanno l’incoscienza di rimanere fuori con tutto quel freddo. Corrono ghigni e sorrisi! Qualche palloncino scappa dalla presa di mani e cordicelle: vola… libero e leggero. All’insù. Colori vivaci, facce paonazze dal vento gelido ed io, da lassù, che li guardo in preda a una commozione nostalgicainfantilmentegioiosa. Mangio il mio pranzo e aspetto. Cosa? Che liberino i palloncini!! Il prof di educazione fisica mi guarda, telecamera in mano, e aspetta il fatidico momento. Ed eeeeccccoliinvooooloooo!! Un “uaaaah” segue la corsa verso il cielo. Meraviglia.
Mela in mano, scendo in corridoio attratta da una voce che si nasconde dietro un microfono. Dietro, seduta, lei: Constanze John che mi sorride.

Rewind. Stamattina, scesa alla stazione di Landsberg, mi ferma una signora minuta e timidamente mi chiede indicazioni per arrivare al Liceo Landsberg. Io, sorridente perché non faceva poi così freddo!, le dico «ci sto andando anch’io, può venire con me!». Tiepide battute, poi iniziamo ad ingranare e… parola magica: «io scrivo libri per bambini e sono qui per incontrare i bimbi di una quinta classe [10 anni]» …
Mi sciolgo, iniziamo a parlare di scrittura e di tutto ciò che si lega a quella parola. Mi risciolgo. Accenno la mia esperienza a Berlino e i miei tentativi di scrittura. Arriviamo a scuola, mi ringrazia per il «prezioso aiuto» e ci dividiamo: lei alla sala lettura dove incontrerà gli altri autori per poi iniziare la giornata letteraria, io alla sala professori per poi iniziare la giornata. «Caara!», penso e dico con labiali…

Mi siedo e comincio ad ascoltare i saluti finali della giornata letteraria. Si avvicina lei, Constanze, sorridendo timidamente e mi porge un libriccino: è suo, lei l’autrice. Me lo dona per ringraziarmi… e dentro una dedica:

Für den Engel auf

dem Wege!

Constanze John

3.11.2010

«Per l’angelo incontrato sulla via!». Mi metto a piangere. Il cuore è in pericolo. Aspetto qualche secondo poi torno da lei. Questa volta non ho detto che tremavo. Forse per una lezione imparata tempo fa… l’ho ringraziata con tutto quello che potevo usare per ringraziare.

Un altro giorno di Vita. Al Liceo Landsberg.

Landsberg, tre febbraio

 

È una sensazione stranissima vedere i ragazzi fare i compiti in classe. C’è un silenzio muto, usano i vocabolari e non si suggeriscono. Io aspetto solo che alzino lo sguardo per chiedere aiuto: vorrei suggerire ma sono molto leali qui! Ho però beccato un bigliettino: sono stata zitta, ho sorriso e fatto cenno di metterlo via. Io so i posti più strani e adatti per nascondere i bigliettini. E conosco anche la velocità del battito cardiaco quando li si consulta.
Mi commuovo pensando al mio grande desiderio di poter lavorare come insegnante, nel mio prossimo futuro incerto. Vorrei imparare da loro, dai miei studenti, piccoli o grandi che siano.

Landsberg, ventiquattro febbraio

Lo so… ci sarà chi non capirà la scelta di questa canzone, ma l’ho fatto soprattutto in nome del modo Condizionale e del Congiuntivo! Ho presentato Una canzone d’amore degli 883 all’undicesima classe: un successo assoluto! Ogni venerdì, quando abbiamo lezione di italiano insieme, vogliono riprendere il testo e cantarla insieme a me. I miei ragazzi tedeschi mi lasciano sempre senza parole.

Landsberg, quattro marzo

In attesa che nella settima classe (11 anni) si finisca il compito in classe, mi avvicino a Tim e Clemens che stanno giocando: a fine lezione ho imparato da loro a costruire una rana in origami. Emozionata come una bambina.
Trovo che hanno meno giochi, i ragazzini tedeschi. E si divertono con cose semplici.

Landsberg, alcune annotazioni

Sono entrata in aula per salutare una prof. e Iosi, una mia bambina, ha fatto un urlo dicendo «Chiara!!». Mi sono sciolta.
Ho riempito la lavagna di parolacce su richiesta della mia tutor. Ne abbiamo fatto scorpacciata, scambiato suoni tedeschi e italiani: abbiamo riso tanto, insieme!

 

Tim sta fissando la sottoscritta e la tutor mentre parliamo in italiano: Jacqueline si gira e chiede a Tim se ha bisogno di qualcosa. Lui, chiudendo la bocca, risponde: «No, sig.ra Burkhardt. Stavo solo ascoltando la musica dell’italiano: mi rilassa». Mi ha abbracciata! Tim mi ha abbracciata, entusiasta, perché leggendo il mio articolo in tedesco per il giornalino della scuola, credeva che io potessi rimanere un altro anno qui al liceo!! L’ho visto correre gridando che sarei rimasta un altro anno. Ora come faccio a dire che non potrò rimanere?

 

Halle, primo giugno

È da qualche giorno che voglio posticipare il pensiero della partenza. Ancora le valigie non sono pronte eppure tra poche manciate di ore devo prendere i treni che mi riportano a Casa.
Stamattina però non ce l’ho più fatta. Guardandomi allo specchio, mi sono resa conto che era l’ultimo giorno di scuola. Ho iniziato a piangere, senza fermarmi. Mi sono vestita piangendo. Sono andata a scuola, piangendo. Non piangevo per dolore. Le lacrime sono spesso un mio modo di vomitare sensazioni: non mi lamento. Non amo lamentarmi.
In corridoio mi ha fermata Tim (12 anni), mi ha porto una lettera scritta a mano ed è corso via. In attesa di entrare nell’altra classe l’ho letta. Mi si è appannato tutto, sono corsa in classe e ho abbracciato Tim piangendo. Lui non riusciva a parlare… Mi ha scritto un messaggio dopo qualche ora: «Oh, Chiara. Ich konnte dich heute kaum angucken, dann hätte ich auch geweint! Ich vergesse dich niemals! Du bist uns so sehr ans Herzen gewachsen» [Oh, Chiara. Oggi non riuscivo nemmeno a guardarti negli occhi, altrimenti avrei pianto! Non ti dimenticherò mai! Sei entrata così profondamente nei nostri cuori].

Me ne sono andata così… lasciando sorrisi e lacrime sparsi sui banchi e sui fogli di quaderno.
Ho solcato centinaia di volte quelle stradine del paese tedesco, conoscendolo piano piano e portando con me un po’ di quei ciottoli scomodi.

Landsberg mi ha plasmata. E ora sono ciò che sono anche grazie a quel paesino e alle persone che lo rendono vivo e importante.

 

 

scrivici che ne pensi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Lettori

    • 78,217
  • Archivio

  • Iscrivendoti potrai leggere gli articoli appena postati, i commenti fatti, le immagini pubblicate.

  • La rivista e l'intero materiale presente su questo sito appartengono ai loro legittimi proprietari. Le opere possono essere trasmesse purché siano segnalati gli autori e non sia a scopo di lucro. Tutto quello che viene scritto nella rivista e sul sito è espressione individuale del suo autore. Le immagini utilizzate sono sempre degli autori di generAzione e dei suoi collaboratori, dove non indicato sono state prese dal web ricercando immagini in CC e prive di copyright. Se vedi un'immagine che ti appartiene contattaci subito e la toglieremo.

    Creative Commons License 2013 - generAzionerivista
  • Creative Commons License

    Ebuzzing - Top dei blog - Letteratura Ebuzzing - Top dei blog - Cultura