In gran segreto…parte una rassegna di poesia

Il 13 gennaio, a Ferrara, inizierà una Rassegna di Poesia Contemporanea che avrò un pizzico di generAzione dentro: la direzione artistica sarà infatti di Matteo Bianchi e Alessandra Trevisan, due nostri autori che ormai dovreste conoscere benissimo (soprattutto Alessandra, co-fondatrice della rivista). Tra nomi davvero importanti, una location poeticamente romantica come quella ferrarese e locandine sparse per la città “In gran segreto” muoverà i suoi primi passi per concludersi nel gennaio 2013.


Ecco il programma:
13 Gennaio 2012 Umberto Piersanti
3 Febbraio Giancarlo Pontiggia
2 Marzo Anna Maria Carpi
6 Aprile Luigi Ballerini
4 Maggio Fernando Bandini
1 Giugno Anna Toscano
7 Settembre Roberto Uberti
5 Ottobre Silvia Comoglio
2 Novembre Franco Buffoni
7 Dicembre Rita Montanari
11 Gennaio 2013 Roberto Pazzi

Per l’occasione abbiamo rivolto alcune domande ad Alessandra.

1) “In gran segreto” è sicuramente un grande impegno. Siete molto giovani eppure avete organizzato una rassegna con ospiti di tutto rispetto. Come è nata l’idea di creare questo progetto a Ferrara e quanto è difficile preparare una città ad un evento culturale dedicato alla poesia contemporanea che, immagino, non deve essere conosciuta ai più?

Siamo dei divoratori di poesia contemporanea; io personalmente da quando conosco Anna Toscano (poetessa ospite della Rassegna) dunque all’incirca da un paio d’anni o meno. Non è stato difficile far sfociare la passione in qualcosa di concreto come questa rassegna che, è vero, implica molti sforzi pratici – ci siamo occupati di tutto, dal calendario dei poeti all’ospitalità, dalla scelta della grafica (l’autrice è Irene Brazzolotto) alle affissioni, e ci occuperemo dell’ufficio stampa e della conduzione coadiuvati da Alessandro Tagliati. E’ Matteo che, avendo base a Ferrara, ha speso molto più tempo di me per piccole cose, e ci tengo a dirlo che senza la sua costanza e le sue capacità organizzative e coordinative non staremmo per partire. L’età non conta, l’importante era avere le idee chiare sulla scelta delle voci poetiche da chiamare. Da lì, con l’aiuto economico di HERA, abbiamo capito dove stavamo andando.

2) Attualmente il Corriere della Sera pubblica una raccolta poetica contemporanea curata dall’editore Nicola Crocetti. Può essere arrivato il momento in cui la poesia, soprattutto dopo il Nobel di quest’anno a Tranströmer, ritorna in primo piano? O credete che, editorialmente, la poesia sia sempre stata sull’onda?

Io credo che la poesia stia vivendo un momento di ribasso da anni, dagli anni ’90 probabilmente, almeno sentendo quel che si dice. E’ sempre stata per pochi, ma negli anni ’70 e ’80 e anche prima la si leggeva di più, perché le case editrici ancora ne pubblicavano molta; è sempre stata per pochi perché probabilmente non abbiamo mai capito – mi ci metto in mezzo per prima – quale fosse il suo potere, ossia quello di ‘costruire e decostruire la realtà’ allo stesso tempo (per lo meno nel Novecento) e dire qualcosa della vita in modo ‘altro’, come fa la musica, che spesso non è immediatamente comunicabile, anzi. Arriva al cuore per evocazione, analogia, ribaltamento. Non ce ne rendiamo conto ma è ciò che accade anche vivendo ogni giorno, solo che da un lato siamo stati costretti ad anni di ‘semplificazione della realtà’ nel senso di ‘banalizzazione’ e vedi ciò che accade in tv, dove la vita è mediata e tutto sembra possibile (e la nostra generazione, quella degli anni ’80 ancora si può salvare forse), mentre dall’altro il canone o semplicemente le classifiche ci trasportano verso scelte di autori che allontanano il lettore non esperto, ad esempio Zanzotto che è recentemente scomparso, ce lo si dice tra noi, è complessissimo, e chi lo compra lo capisce? La comunicabilità della poesia – per me – è imprescindibile, e il livello di complessità pure sì, ma va filtrato o si lascia che un testo ti attraversi il corpo e lo si lascia sedimentare. In tutto ciò, l’operazione di Crocetti è utile perché può riavvicinare le persone alla poesia, a piccole gocce, dare un input a conoscere gli autori che han fatto Grande il Novecento, il Nobel pure fa questo; a patto che, in seguito, si vadano a leggere davvero le loro raccolte, e scoprire le altre voci che s’intersecano ad essi.

3) Cosa vi aspettate dal pubblico della Rassegna? E, soprattutto, a chi è rivolto (anche anagraficamente) questo evento culturale?

Ci aspettiamo una partecipazione di tutti, e ci auguriamo di vedere dei giovani seduti tra il pubblico. Vana speranza? Non credo. Chi sta approfondendo i propri studi accademici in campo umanistico mi auguro partecipi e si iscriva all’Associazione “Il Gruppo del Tasso” (una giovane associazione culturale ferrarese che raccoglie giovani under 30 per lo più, organizzatrice prima della rassegna, n.d.r.), da cui siamo partiti Matteo ed io. Non può passare l’idea che c’è una fascia d’età predisposta a capire la poesia; la poesia dà a tutte le età delle suggestioni diverse, non a caso la rileggiamo in molti momenti della vita per cercare risposte diverse come facciamo con la prosa, ma la musicalità del verso è più forte a mio parere. La poesia non ha età, è ‘un atto in potenza’, ‘un testo in potenza’ che esplode all’orecchio di chi è predisposto all’ascolto.

4) generAzione il 19 gennaio aprirà una rubrica tutta dedicata alla poesia contemporanea, e voi siete tra i due autori che parteciperanno. Come vi siete avvicinati alla poesia, quale è stato il vostro primo approccio?

Io son una tarda lettrice di poesia, ed intendo tardissima. La scoperta risale agli ultimi due anni della mia vita, quella vera. Al liceo credevo di non capirla proprio e certamente è stato per due motivi: il primo la mia immaturità letteraria, il secondo il non aver scoperto la musica del Novecento in toto. Dall’università in poi ho iniziato a cantare jazz, ad ascoltarlo, ad ascoltare la musica classica contemporanea, ma anche il cantautorato mondiale (penso a Patti Smith e, chessò, a Debora Petrina), e in generale molta sperimentazione (dall’ambient music di Brian Eno alle commistioni operate da Cage e poi a random Christina Carter, Tune-Yards, Regina Spektor), voglio dire quando ho iniziato ad ampliare moltissimo i miei orizzonti musicali la parola poetica si è aperta ed è come se avesse detto ‘io son sempre stata qui ma tu non eri pronta’. E quando ancora mi ripetevo ‘ma non so se riesco a capire’ lei era sempre lì a dire ‘non c’è da capire chissà che, vivi!’. Adoro la musica che trasporta in sfere della percezione diverse, anche la musica strumentale e lo stesso fa la poesia. La musica cantautorale del Novecento, conscia di questa spinta, ha reso di nuovo possibile, aggiornandolo, quel legame originario che c’è nella storia del nostro Occidente. Non c’è poeta senza musica, almeno per me; la bellezza del suono di una lingua, la profondità del lemma, il modo in cui scivola su una melodia, è straordinario, e certo sentire il ritmo è difficile per tutti, ma si può imparare ed è una cosa che si può violare talvolta: pensate ai Dadaisti e ai Futuristi, poi pensate a Bobby McFerrin!

5) oltre ad augurarvi good luck! per la rassegna che inizierà il 13 gennaio, sarei curiosa di sapere la vostra opinione su quello che una rassegna di poesia, come la vostra, può portare a Ferrara, può portare in voi e nel vostro bagaglio di esperienze e può darvi come persone. La poesia, in fondo, “apre la mente, presta grazia alla saggezza e rende ereditarie le eroiche virtù” – Walter Scott.

Io credo che possa portare una nuova proposta in città, aprire la mente e donar grazia alla saggezza sì. Credo soprattutto sia utile che ad organizzarla siano dei giovani: sin dagli inizi del Novecento e fino agli anni del Movimento del ’77 i giovani eran protagonisti indiscussi della vita culturale, ed ora? Lo si è dimenticato, infatti viviamo con quei miti ancora oggi, io stesso vivo di quei miti. E’ quello che sento. Si parla tanto e male dei giovani: al Tg si oscilla tra i morti sulle strade nel weekend e i discorsi pubblici del Presidente della Repubblica, che non fa che dire da mesi che l’Italia deve essere un Paese da poter consegnare alle giovani generazioni, generazioni che dopo anni di studio non trovano lavoro. Le eroiche virtù ereditarie, purtroppo, credo siano defunte! Ma non abbiamo paura di sporcarci le mani e di fare mille cose per ottenere un futuro; vogliamo stare alla larga dalle promozioni facili e dalle mosse politiche per ottenere successo. La Rassegna la facciamo per enorme passione nei confronti della poesia, quella passione che è forte solo in questa fase della vita, forte così! e per aggiungere un tassello al nostro bagaglio, come ben dici tu Clara, per diventare un po’ più adulti.

E quindi non mancate, ferraresi e non, la poesia potrebbe piacervi! Seguite la Rassegna su Twitter Facebook e Online.

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Comments
2 Responses to “In gran segreto…parte una rassegna di poesia”
  1. alessandratrevisan87 ha detto:

    grazie mille a generAzione per questo spazio e per il sostegno datoci! v’amiamo.

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