Scrivo di tette e culi, ma non sono superficiale

Pippo_Franco_Giovannona_Coscialunga_1973

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Un giorno ci arriva una mail. Ci veniva chiesto di leggere e recensire un racconto appena sfornato, con tanto di book trailer. E fin qui. A scriverci era un titass writer, un tetteculo scrittore. Avete letto benissimo. Dejan Cetnikovic sottolineava il suo desiderio di essere preso sul serio. «Scrivo anche aforismi (in inglese e in italiano) sul seno di una donna prosperosa», e il tutto attraverso video piuttosto eloquenti:


Certo non aiuta avere il proprio video accanto ad hard amatoriali che YouTube cestina immediatamente, e questo pare averlo convinto che il suo “metodo” è ancora un tabù.

Ad ogni modo, sfida accettata. Gli credo, guardo i video, leggo i racconti, gli faccio un paio di domande. Di per sé, il Culo Racconto (questo il titolo) mi ha ricordato Melissa P. e il suo erotismo lascivo, gettato sulla pagina bianca tanto per scandalizzare. Le idee, di base, sono provocatorie quanto bastano ma l’efficienza linguistica e l’uso della scrittura lasciano alquanto a desiderare. Finché restano su un blog, forse, possono reggere (sulla virgola si può sorvolare, sull’uso odioso delle parole “esso/essa” pure), ma andrebbero limate soprattutto le scelte verbali e sintattiche (quantomeno migliorando sulle ripetizioni).
Ironia vuole che quello scrivere da hot line, ai limiti del grottesco, si trovi anche in autori ben più noti e quindi preso per buono. Non è Bukowsky, non è Benni dei tempi d’oro (leggete Achille piè veloce ad esempio) ma la parodia del sesso e della maniacalità funziona, per certi versi. L’idea c’è, che piaccia o meno; manca il brio della scrittura.

Poi mi chiedo come è nata questa idea, se è tutta solo una provocazione da spiattellare sul web. Perché scrivere di tette e culi, perché ritenersi un autore con temi simili e, in modo particolare, per arrivare a cosa? «Posso dire di essere uno scrittore figlio di questa epoca, dove regna sovrana la superficialità e i giovani credono che per sfondare basti avere gli addominali o la quinta di seno (vedi esemplari del Grande Fratello)». Sarà, eppure fomentare l’inutile mercanteggiare di gonne troppe corte e di donne troppe nude non aiuta. Anche la farfalla di Belen si ritorce contro di lei, a un certo punto.
Definirsi un TetteCulo scrittore può anche creare un certo imbarazzo o, di contro, portare i lettori a riflettere sul modo in cui si parla della donna. «Sono stato accusato di essere maschilista per i Tette Aforismi, di adoperare un linguaggio sporco e poco consono alla letteratura per il Culo Racconto. Sono stato cacciato da più forum letterari in alcuni casi per il nickname che sceglievo (Tetteculo scrittore), in altri solo per aver postato il video trailer del Culo Racconto, ritenuto offensivo». A pensarci non si può dare torto né ai forum né a Dejan: se l’obiettivo è aprire gli occhi sul livello culturale poco ammirevole a cui siamo arrivati, allora c’è posto anche per scrittori che parlando di voyeur e sesso parlano di dove siamo andati a finire. E molti tabù paiono cadere. «Relativamente al Culo Racconto posso dire di averne scritto solo uno. Non sono monotematico. Anche per le tette vale lo stesso discorso. Esse sono solo un pretesto per parlare d’altro». D’altro cosa, esattamente? «La mia è una semplice provocazione. Non penso assolutamente che per sfondare basti avere un bel seno o gli addominali, il problema è che la gran parte delle persone medie (quelli che si rincoglioniscono davanti alla tv e non sanno cosa sia un libro) la vede così. Il Tetteculo scrittore è un concetto che uso per rendere grottesco, se non ridicolo, il modo di pensare di queste persone. Il fatto grave è che sui forum letterari la gente non sia perspicace nel capire la provocazione. Non vedo nessuno di questi presunti intellettuali criticare le veline o tutti quei programmi spazzatura che ci propina la tv e invece si incazzano a morte se scrivo tette o culo. Ritengo davvero che tante persone soffrano oggi una forma acuta di sessuofobia. Per sintetizzare, il Tetteculo scrittore si trova ad avere nemici in tutte e due le categorie: tra gli aspiranti tronisti e gli intellettuali bigotti». Una presa di posizione letteraria, insomma, anomala ma originale, che vuole anche dissacrare il sacro: la scrittura (e osando molto, la letteratura). In sé il concetto è chiaro, tanto che quando preparammo il numero dedicato alle donne (Questo Corpo, leggetelo qui), noi di generAzione l’abbiamo pensato ripetute volte: ci sono solo tette in giro.

Mancavano nei blog letterari e nei racconti.

www.youtube.com/titsaphorisms

www.titwriter.blogspot.com

Comments
5 Responses to “Scrivo di tette e culi, ma non sono superficiale”
  1. occultoantonio scrive:

    Le provocazioni hanno fatto il loro tempo. E’ opportuno imparare a scrivere o in alternativa un mestiere dignitoso.

    • dici che sono morte?
      dopo questo Sanremo e dopo Melissa P. che ha un contratto Einaudi abbiamo dei dubbi (che non vorremmo avere)

      • occultoantonio scrive:

        appunto: due eventi di cui nessuno parla, a quanto vedo e sento. Melissa P. è già preistoria. Insomma, un’opera di nessun valore verrà dimenticato, anche se fa rabbia che una prestigiosa casa editrice abbia deciso di infangarsi per ottenere ottimi incassi. Nel caso di Celentano o Sanremo – non ho visto una sola puntata e mi sento più buono.

  2. Brunnen scrive:

    beh internet è pieno di scrittori tetteculo… e molti dovrebbero ricevere maggiore attenzione…. ma in generale non mi pare un’idea così nuova, siamo sempre nel mainstream, da quando il Professore cantava Luci a San Siro ci sono di questi scrittori…

  3. Volevo consigliare a Occulto Antonio e a Brunnen, sicuramente grandi esperti di letteratura e raffinati lettori, la lettura dei Tette Aforismi

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