#byebyebook ? (è il punto di domanda che conta)

Una conferenza a Empoli, oggi, ha fatto saltare alle stelle i trend di twitter portando con sé molte riflessioni: bye bye book? Ecco che ci dimentichiamo un momento di soldi, politici e chissà che altro per discutere, anche molto proficuamente, di lettori e di lettura, digitale e non. Amare i libri si può senza rinunciare a qualche opera a 0,99 € (o di più, ovviamente) da piazzare sull’e-reader.

Ho passato la mattina seguendo l’hashtag #byebyebook, guardando il live dal mio pc e ho voluto raccogliere i tweet che mi sembrano non solo in linea con genrivista, ma col futuro, con l’editoria, con ciò che anche voi amate (o no) di un libro. E la domanda è fondamentale quanto il punto di domanda, perché nessuno vuole eliminare i libri o il loro contenuto (anche se a volte, con alcuni…ma questa è un’altra storia, storia di brutti libri) ma crearne di nuovi: bye bye book?

#byebyebook

@mediadigger: a me spiace sempre leggere di dicotomie tra libri cartacei e digitali, odore della carta e cose simili. Andiamo un po’ oltre

@inachis_io: Non capisco come sia possibile amare i libri e non amare gli ebook. Ma anche amare gli ebook e non i libri

@Marcolinorules: Ma uno non può leggere dove, come, quando, su che supporto gli pare?

@DanieleCasolino: ma vi immaginate a conservare scrupolosamente sotto teca quel preziosissimo PDF della prima edizione del Grande Gatsby?

@mixam89: Il volume occupato dai libri mi riempie d’orgoglio. L’odore della carta è il miglior profumo. Non si scarica. Mai e poi mai

@genrivista: gli e-book non sono un problema. il problema è come risollevare l’editoria. magari libri a 0,99 digitali possono aiutare.

@pitumpa: La sola cosa da NON fare è danneggiare la lettura iniziando una battaglia tra supporti. La radice è leggere; da tenere presente.

@martatraverso: per noi, non c’è un bye bye. C’è un: leggo su carta e leggo su digitale. E meglio se lo faccio insieme.

@v_Cuchulainn: Dovremmo smetterla di considerare libri e ebook come duellanti all’ultimo sangue. Nulla impedisce loro una piena coesistenza.

@Dru_red: tutti pensano a tatto e olfatto, ma in casa mia non entrano quasi più libri, come devo fare? di certo non smetterò di leggere

@momo_way: Prezzo ebook deve essere ragionevole. Senza costi distro e stampa è ridicolo chiedere più di 10€ (4/5€ per medio-grandi editori)

@Cucinodavicino: Ammettiamolo: la sensazione della carta sfrusciante tra le dita è irriproducibile da qualsiasi supporto digitale.Parola di geek

@CartaoForbice: L’apertura alla tecnologia è vitale per l’editoria. Investimento nel futuro (altrove già presente).

@erikanbnify: Dovrò passare al contrabbando di libri?

@CartaoForbice: L’ebook non vuole (e non può) sostituire il libro cartaceo. Ma può affiancarlo, implementarlo e renderlo più accessibile.

@Pierroz_: io non me la sento

@manginobrioches: Chi legge, legge pure le scritte sui muri, le mani, i biglietti del tram, le fronti, le etichette. L’ebook, anche.

Credo che i libri di carta e l’entrare in una libreria siano una delle cose migliori che mi porto dietro (e dentro) da tutta la vita. Sono nata per leggere, ma sono anche nata nel mezzo di una rivoluzione tecnologica che ha cancellato vhs e Blockbuster nel giro di dieci anni, lasciando andare anche cd e dvd in ancor meno tempo. Non è assolutamente impensabile leggere un libro su carta, comprarlo in libreria (annusarlo? siamo dei fetish, ammettiamolo) e avere a casa l’e-reader. Io, fervente fondamentalista anti e-book perché li trovo brutti (e no, non basta il contenuto di un libro. Deve anche entrare dentro di noi, con le sue parole e soprattutto con la sua esistenza che come file non c’è), sono anche fondamentalista della lettura e preferisco rendermi conto che sono una nostalgica del vecchio (pardon, vintage) ma lasciare che l’editoria si risani piuttosto che contornarmi di libri dalle copertine lucide e trovarmi sommersa da cosacce che non si dovevano pubblicare e librerie chiuse giorno dopo giorno. Binari paralleli, ecco cosa deve essere.
«Salve, che gradisce?» – «E-book, grazie. E mi dia 3 etti di libri in carta».
Fans del libro: non sparisce, non per i prossimi cinque anni almeno, quindi fate scorta come se stesse per esplodere una guerra nuclerare. Fans degli e-book: nessuno vi odia, solo che serve tempo per abituarsi.


E’ la lettura che deve sopravvivere, i libri servono a viverla pienamente, con contenuto e fisicità. L’augurio di generAzione rivista è che gli e-book vadano di pari passo.

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Comments
2 Responses to “#byebyebook ? (è il punto di domanda che conta)”
  1. manginobrioches ha detto:

    Grazie della citazione, ma soprattutto della riflessione. Credo che si debba rifondare il modo di fare i libri: ma non per la loro destinazione finale, su carta o schermo, semmai per la possibilità che ce ne siano di più, di migliori, di minor costo e maggior godimento per tutti.

    • speriamo anche noi che possano risollevare le sorti dell’editoria.
      anche se la causa non è da ricercare nella carta resta il fatto che libri a 5 euro o a 3 o a 90 centesimi sono più appetibili, economicamente, di libri a 25 euro.
      E’ stupido? Mah, sicuramente funziona, è un fatto dei nostri anni “di crisi”.
      Se serve a sopravvivere…che si faccia

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