Cesare Pavese sbarca sul web

Sono ormai agli sgoccioli i preparativi per HyperPavese, il portale tutto dedicato allo scrittore piemontese che debutta il 4 aprile (lo troverete all’indirizzo http://www.hyperpavese.it): dopo monografie, tesi di laurea, saggi critici, Pavese è pronto per sbarcare anche sul web. La professoressa Mariarosa Masoero, direttore del Centro Studi “Guido Gozzano – Cesare Pavese” dell’Università di Torino (www.gozzanopavese.it) è la coordinatrice e l’anima del progetto; tra i collaboratori anche la dottoressa Silvia Savioli, che generAzione rivista ha intervistato.

Iniziamo conoscendoci: dottoressa Savioli, lei che ruolo ha all’interno del progetto?
Io sono dottore di ricerca ed ho curato negli anni scorsi la catalogazione cartacea e on line del materiale che troverete sul portale alla voce Archivio.

Come è strutturato HyperPavese?
È una sorta di contenitore dove metteremo a disposizione materiali e informazioni relativi a Cesare Pavese. In particolare, abbiamo catalogato, digitalizzato e messo on line i manoscritti dello scrittore conservati al Centro “Gozzano – Pavese” (tra cui anche i manoscritti dei romanzi) e tutti i materiali delle mostre organizzate dal Centro Studi negli ultimi dieci anni (va ricordata soprattutto quella, allestita a Torino e a Parigi nel centenario della nascita dello scrittore, curata da Mariarosa Masoero). Sul sito ci sono poi una sezione biografica, strutturata in parole, immagini e audio, e un’importante sezione bibliografica. Quest’ultima è a sua volta divisa in tre: opere edite con le copertine delle prime edizioni; il pdf della bibliografia curata da Luisella Mesiano Cesare Pavese di carta e di parole; e infine un aggiornamento bibliografico con le pubblicazioni che hanno usato e usano i materiali del Centro Studi “Gozzano – Pavese”. Per concludere, è attiva anche la sezione dei percorsi didattici tematici (per ora Pavese e il cinema,  indagine sull’influenza del cinematografo americano nel romanzo La luna e i falò, e Pavese e la sua Torino, con immagini d’epoca), che si  spera di incrementare con i suggerimenti degli utenti (insegnanti o chi altro). In un futuro prossimo s’intende fare del portale  una piattaforma di condivisione di progetti, un forum per così dire.

L’avete pensato soltanto per una particolare categoria di utenti?
No, sarà un luogo virtuale dove formarsi sull’autore e informarsi su attività − accademiche e non − che lo riguardano (allo scopo, è prevista la collaborazione con altri enti pavesiani come la Fondazione Cesare Pavese). Si tratta di un progetto pensato per più utenti, dall’accademico che deve studiare i manoscritti allo studente che cerca materiale per la tesina della maturità. Proprio per questo esistono dei filtri: la visita al portale è libera, ma per consultare l’archivio e, soprattutto, per scaricare documenti bisognerà registrarsi e chiedere le opportune autorizzazioni, trattandosi di autore sotto diritti.

Chi sono i responsabili dell’iniziativa?
La coordinatrice è la professoressa Mariarosa Masoero dell’Università di Torino, direttrore del Centro Studi “Gozzano – Pavese” e studiosa dello scrittore. Io mi sono occupata della catalogazione cartacea e on line degli autografi pavesiani, mentre Domenico Oberto (Obimedia) è il nostro informatico. Lo StudioelleTorino ha condotto la digitalizzazione delle carte.

Avete avuto qualche finanziamento? Qualche sponsor?
L’unico finanziamento ci è arrivato dalla Regione Piemonte e ci ha permesso di coprire le spese tecniche della digitalizzazione delle carte. L’Università di Torino, dal canto suo, ha messo a disposizione la piattaforma creata e sperimentata da tempo  nel portale Hypermachiavellism; qui la collaborazione fondamentale è venuta dall’ing. Angelo Saccà e dal prof. Giulio Lughi.

Possiamo dire che il portale è il fisiologico punto d’arrivo del grande lavoro portato avanti in questi anni dal  Centro Studi “Guido Gozzano – CesarePavese?
Sì, è il suo completamento. Con il dott. Eugenio Pintore, responsabile a livello regionale del patrimonio bibliotecario piemontese, si pensava inizialmente di riversare il materiale, una volta digitalizzato, nella Biblioteca Digitale Piemontese, all’interno della quale questo sarebbe risultato il progetto pilota per gli archivi letterari. In seguito a momentanee difficoltà della Biblioteca si è cercata un’altra destinazione, pensando a un vero e proprio portale in grado di valorizzare non solo le carte ma anche tutte le attività che attorno a Pavese si sono organizzate e si organizzeranno. Il portale perciò va ben oltre l’aspetto conservativo tipico di ogni archivio.
La prossima tappa consisterà nell’accogliere e valorizzare la biblioteca di Cesare Pavese, anch’essa custodita nel Centro Studi. Alla catalogazione – portata a termine dalla dottoressa Simona Di Napoli e già inserita nel portale – si agganceranno, non appena le risorse lo consentiranno, le immagini digitalizzate di tutte le pagine contenenti appunti di lettura (la digitalizzazione dei libri è iniziata per le cure della dottoressa Simona Abraham). 

Parlava di Hypermachiavellism: cos’è?
Si tratta di un progetto dell’Università di Torino (facoltà di Scienze Politiche, Fondazione Luigi Firpo, Dipartimento di Studi politici)  che è risultato modello, con gli opportuni adattamenti, per Hyperpavese: è un supporto agli studi su Machiavelli, il machiavellismo e l’antimachiavellismo. In comune i due portali hanno il nome e lo scopo; Hypermachiavellism è però già strutturato come piattaforma di scambio, HyperPavese invece è ancora poco adatto alla condivisione.

Appuntamento perciò dal 4 aprile su http://www.hyperpavese.it, il modo più innovativo per conoscere lo scrittore piemontese.

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Comments
2 Responses to “Cesare Pavese sbarca sul web”
  1. ClaraRamazzotti ha detto:

    credo che sia un’ottima cosa, oltre che doverosa.
    forse Cesare Pavese sta prendendo il posto che gli spetta tra gli autori italiani?

    • iurimoscardi ha detto:

      La cosa bella è che, a differenza di questioni simili riguardanti altri personaggi (vedi F. Pivano), in questo caso gli eredi si sono dimostrati intelligenti. Soprattutto, è fantastico poter accedere – praticamente da casa – alle carte originali di Pavese: utilissimo quando lo devi studiare.
      Cesare Pavese ha avuto un posto di rilievo tra gli autori italiani, ma forse ora – dicono – sta un po’ perdendo la importanza: secondo me a torto, perché rimane un ottimo scrittore nonostante i limiti che ogni autore incontra passando il tempo e i canoni estetici.

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