A testa vuota, per ricordare la fantasia

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Si chiama Gio, ma chiamatelo pure scemo, se volete: è troppo tenero, timido e ottimista per reagire o arrabbiarsi. Lo chiamerete scemo se, come tutti gli altri, pensate che sia soltanto un bambino ingenuo e senza niente da dire al mondo. Dategli invece una possibilità e accompagnatelo nel suo lungo viaggio verso il destino accompagnato dal nonno e da Zoe, le uniche due persone che gli vogliono bene.
Se avete deciso di dargli una possibilità, armatevi di destrezza e coraggio: affronterete pirati minacciosi, duelli, deserti infuocati e molto altro ancora. Vi imbatterete in baroni rampanti, baldanzosi romei innamorati, suonatori strambi ed inventori geniali. Imparerete a rispondere con l’amore all’odio dei vostri nemici. Vivrete l’avventura più incredibile che avreste mai potuto immaginare, sfidando il tempo, lo spazio e la storia. “A testa vuota” è un classico romanzo d’iniziazione, una riflessione profonda sulla realtà di oggi e di domani, un viaggio capace di appassionare i ragazzi e i lettori di ogni età.

 “A testa vuota”, oggi rischia quasi di sparire dal mondo letterario, classico nella scelta dei personaggi e dell’ambientazione, capace di regalare forti emozioni e da considerarsi anche come un ritorno alla propria fantasia infantile, chiusa in un cassetto da troppo tempo. Gio è un ragazzino un po’ scemo, come viene sempre apostrofato da tutti, che vive una vita ristretta in piccoli spazi considerati sicuri: la Taverna del Mare, ovvero la fattoria del nonno con il quale vive; il negozio della vecchia amica Zoe, l’unica donna che sembra riconoscerlo per quello che è realmente e, infine, gli sterminati campi della sua fantasia. Una fantasia vecchio stile che purtroppo ai giorni nostri risulta datata e quasi dimenticata.

Risulta quindi difficile immergersi pienamente nel mondo fantasioso e immaginario di Gio, sicuramente riuscirà a riportare a galla vecchi ricordi d’infanzia a molti lettori adulti, ma il rapporto con alcuni lettori più giovani sono sicura che non risulterà dei più facili.
La struttura narrativa è fortemente tradizionale, come si può notare dalla scelta dei personaggi; le analogie con le opere più contemporanee non mancano, come ad esempio “Ci sono bambini a zig-zag” di Grossman (analogia dall’avventura sempre più surreale alla riscoperta dei nonni e quindi conseguentemente dei genitori del giovane protagonista).
L’autore riesce a distinguersi con una padronanza linguistica eccellente, dovuta sicuramente ad un grande bagaglio culturale che si esplicita in tutte le citazioni letterarie che arricchiscono il romanzo (Romeo e Giulietta, Don Chisciotte, etc).

Lettura davvero gradevole, fluida e scorrevole, perfetta per chi è ancora tra i 6 e i 13 anni, per volare di fantasia ma anche per le persone che hanno dimenticato il significato di “fantasticare” e vogliono ricominciare a farlo.

Giovanni Fabbri è uno scrittore fiorentino di 35 anni. “A TESTA VUOTA” è stato pubblicato come e-book dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol dopo il noto concorso Io Scrittore. Il suo sito web è: www.giofabbri.it, mentre il libro si trova qui.

Abbiamo recensito questo libro anche su aNobii! Se siete anche voi nella famosa libreria virtuale aggiungeteci! www.anobii.com/genrivista/books

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