Vedi la mia faccia? Quella è una recensione.

Breve premessa a questa breve intervista: in rete si trovano blog letterari e/o riviste e/o articoli veramente interessanti che parlano di libri che talvolta sono altrettanto interessanti. Tutto sta anche in come se ne parla. L’originalità, eterna e complessa virtù rara, diventa così un bene prezioso che permette di entrare nel mondo delle due paroline di oggi: cool & cult. Essere originali su internet significa spesso essere potenti creatori di qualcosa di innovativo e bello. E avere molti followers su twitter.
Detto ciò sappiate che esiste un blog che si occupa di letteratura e lo fa con delle divertenti e attente recensioni…facciali. Di faccia. Come dire, tu prendi il libro, ti fai una foto e la tua faccia è una recensione.

«Tutto ebbe inizio una calda domenica estiva padovana di un anno fa circa. Jacopo stava sdraiato nel divano boccheggiando a causa di un’umidità pari o superiore al 90% cercando di concludere la lettura del suo ultimo libro – “La strada” di McCarthy – quando, colto da un improvviso raptus di noia, prese la sua reflex e fece un autoscatto per immortalare il disagio del momento. Scaricata la foto sul pc si accorse che la faccia esprimeva in maniera precisa lo stato d’animo derivante dalla lettura del libro (e dall’afosa atmosfera) e decise di pubblicarla su facebook, un po’ per gioco un po’ per gusto vanesio, in attesa dei commenti dei propri amici».
Così inizia l’avventura di un blog italiano che ad oggi conta oltre 100 recensioni facciali, moltissimi contributors e recensiori e immagini che convincono più delle parole. È Ramona a spiegarmi come è proseguita:
«Colto dalla foga del momento, ebbe l’idea di ripetere l’esperimento con gli ultimi libri letti nel mese cercando di esprimere il proprio parere tramite la sua espressione (ben consapevole di essere in possesso di una vera faccia di “gomma”), creando quindi un album di foto dal nome “Recensioni Facciali”. Contattò subito me – che all’epoca risiedevo a circa 1000 km di distanza – cercando conforto e conferma di non aver pubblicato qualcosa di cretino e farlocco e, avendo ricevuto il mio autorevole parere positivo (da brava fidanzata), nacque l’idea di riproporre sistematicamente recensioni di facce gommose, concise e rappresentative dei libri appena letti».
Dopodiché gli amici, anziché tiranneggiarli, dissero che era un’idea grandiosa e che, giocando tra vanità e voglia di provarci, avrebbero fatto lo stesso: via così a foto nuove, con facce diverse, espressioni differenti e recensioni bizzarre, serie, snob, cattive, annoiate…Tutte le espressioni di una recensione letteraria.


«L’idea piacque per pochi motivi: è di semplice attuazione, coglie lo spirito della comunicazione veloce di internet, non è eccessivamente pretenziosa, è un gioco ma si pone il fine di diffondere il piacere della lettura». Come dargli torto: noi di generAzione non abbiamo resistito al fascino della macchina fotografica e abbiamo fatto lo stesso (Clara Ramazzotti, Gli studenti di storia).
Mi spiega Jacopo: «Ramona, a differenza mia, è decisamente più concreta e organizzativa. Crea prima la pagina facebook che raccoglie le recensioni, necessaria per la diffusione della visibilità dell’iniziativa, poi idea il blog su wordpress, dentro la quale fu possibile organizzare in maniera concreta e chiara il materiale a disposizione».
E non ci sono più solo amici e parenti ma anche 50 recensori tra sconosciuti
e autori di libri, «il tutto gestito prevalentemente dalle sapienti mani di Ramona e dall’avvallo concettuale e fotografico di Jacopo».

Oltre alle recensioni standard sono da poco nate le “recensioni d’autore” (idea di Ramona), con le quali giovani scrittori (e, se volessero, pure quelli già affermati) ironicamente recensiscono i propri lavori per dargli maggiore visibilità, sempre nell’ottica del gioco e non della autoreferenzialità. Tutto seguendo il motto:meno parole, più facce“.

Jacopo Arca, nato a Sassari nell’anno 1983 e vissuto a Cagliari per la maggior parte del tempo dove cercò di laurearsi senza grandi risultati (maledetta imposizione sociale), e trasferitosi da tre anni a Padova per lavoro. Amante dei libri (non si sarebbe mai detto), dei fumetti, degli strumenti musicali e della musica anni ’70, dei film di fantascienza e di quelli senza logica, del videogioco Monkey island 2 (quasi una religione) e di tutto ciò venga fatto con ironia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ramona Cocco, classe 1982, nata a Cagliari e laureatasi in Matematica, trasferitasi da un anno a Padova per amore-lavoro (in questo preciso ordine, visto che il lavoro si fa desiderare come il peggiore e più banale degli amanti). Adora i giochi logici, la musica rockeggiante e le cantanti virtuose (quelle piene di arzigogoli), il cinema in generale, le serie tv di razza e i libri di narrativa fuori dagli schemi.

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