Un finale molto social per #LunaFalò 2.0

Collina a S. Stefano

Vi ricordate che a giugno vi abbiamo parlato della riscrittura Twitter de La luna e i falò? No? Bene, per i più smemorati il modo per rimediare è cliccare qui e leggersi tutto, così potete portarvi in pari con gli altri. Per tutti gli altri, che si ricordino o meno, è importante sapere che il progetto è arrivato alla sua conclusione e che questa è stata parecchio succulenta.
Per farla breve, così ci rinfreschiamo tutti la memoria, il progetto è nato da un’idea della Fondazione Cesare Pavese in collaborazione con il blog Torino Anni’10 di Hassan Bogdan Pautàs, l’Atl Alba, Bra, Langhe e Roero e il Parco Culturale Piemonte Paesaggio Umano. Un po’ per saggiare quanto Pavese sia ancora amato, un po’ per coniugare lo stile del grande scrittore con le ‘meraviglie’ della modernità, è nata l’idea di proporre agli utenti di Twitter la riscrittura dell’ultimo romanzo di Pavese, forse uno dei suoi più famosi. Le regole da seguire erano molto semplici: un capitolo ogni due giorni, dal 25 giugno al 27 agosto; 140 caratteri da usare a piacimento; l’hashtag ufficiale #LunaFalò seguito dal numero del capitolo. Per i più estrosi, c’era poi la possibilità di mettere, invece del numero del capitolo, una definizione che giustificasse il tweet (come ‘citazione’, ‘introspezione’, ‘visione interna’, ecc.). Alla fine, era poi previsto un incontro con tutti i twitterautori il 9 settembre a Santo Stefano Belbo (Cuneo), paese natale dello scrittore, per fare il punto della situazione.
Quella che è nata come una scommessa (sebbene Hassan Bogdan Pautàs l’avesse già proposta per gli Esercizi di stile di Queneau) si è rivelata un successone: 54 twitterautori (tra cui il nostro ‘pavesino’ Iuri Moscardi), oltre 350 persone che ne hanno parlato su Twitter, 5.250 messaggi rivolti a una stima di circa 600 mila interlocutori diretti (le statistiche e i criteri per la loro definizione li potete trovare qui). Non solo e non soltanto una sfida, quella di ricreare in qualche modo l’opera mettendoci dentro un po’ di sé, ma anche una vera e propria community creatasi tra persone prima sconosciute che, trovatesi accomunate da questa passione, hanno stabilito contatti, creato discussioni e reti di amicizie. Un’esperienza davvero coinvolgente a livello personale.
Durante la giornata del 9 settembre gli appuntamenti principali sono stati la presentazione finale del progetto e una tavola rotonda riguardante le possibili connessioni fra Twitter e letteratura. Emozionante è stato innanzitutto scoprire il tweetbook realizzato appositamente da U10 (che trovate anche qui) in due versioni, cartacea (donata alla Fondazione Pavese) e digitale: quella cartacea è stata ottenuta stampando su rotolini di carta termica (quelli degli scontrini) sia la versione completa con la riscrittura di tutti i 32 capitoli, sia 32 rotolini per ogni singolo capitolo.
La parola è passata poi alla tavola rotonda, durante la quale si è parlato di cosa possa rappresentare oggi Twitter per la letteratura. Un argomento, quest’ultimo, molto dibattuto ultimamente: se ne è parlato anche al Festivaletteratura di Mantova in almeno tre eventi (questo e quest’altro con Serena Danna, quest’ultimo con Giorgio Fontana). Le posizioni emerse sono state diverse, e spaziavano da chi ritiene Twitter solo un mezzo sussidiario alla letteratura, un veicolo per promuovere autore e opera, a chi invece lo reputa molto utile per avvicinare i libri ai lettori.

A riassumere il vero significato di tutta l’iniziativa, dall’inizio alla fine, credo che bastino due tra i molti tweet scritti durante il live tweeting della giornata, entrambi di @uncronista: «@PaveseCesare che diventa tweet che diventano letture e interpretazioni. Anche questo è #LunaFalò» è il primo; il secondo «Pavese diceva che #LunaFalò era la sua Divina Commedia, ma ha solo 32 capitoli. Il 33 scriviamolo noi».
Un modo intelligente, ci pare, di discutere della letteratura e della cultura in Italia, partendo da un autore ‘alto’ e allo stesso tempo accessibile come Pavese per arrivare a riflettere sulla modernità, su strumenti che all’epoca dello scrittore non esistevano, sulla concretezza persino materiale di cui oggi la cultura si sta riappropriando. Quest’ultimo, soprattutto, è il motivo che ci dà più speranze (anche concrete, finalmente) per un futuro che ci piaccia di più.

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Comments
2 Responses to “Un finale molto social per #LunaFalò 2.0”
  1. patrizia ciardelli ha detto:

    Ho scritto più volte che l’esperienza di twitterare La luna e i falò mi ha regalato grandi emozioni.Ho cominciato per gioco,poi ,di giorno in giorno,mi sono sentita impegnata a continuare con interesse e passione sempre più intensi.Non voglio sembrar retorica,ma è stato un percorso che mi ha arricchito anche sul piano umano.Grazie a tutti.P.S.Si può continuare?

    • Cara Patrizia, grazie per questo commento. Anche il nostro redattore Iuri Moscardi, che ha partecipato alla riscrittura, ha provato le stesse cose.
      Non sappiamo se si possa o meno continuare. Per ora il progetto è concluso, ha portato alla stampa dei tweetbook e alla tavola rotonda. Vediamo se gli organizzatori sapranno proporci qualcos’altro.
      Per restare informata, controlla su Twitter Hassan Bogdan Pautàs (@TorinoAnni10) e la Fondazione Cesare Pavese (@PaveseCesare).
      Grazie.

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