Ispirazione funambola – di Andrea Cantone

philipe-petit

Un lettore di generAzione ci ha dedicato un suo pezzo/riflessione ritmato e ispirato all’ultimo numero (tra poco esce quello nuovo eh!) della rivista: Funamboli (qui si legge gratis). Forse avremmo dovuto cantarlo in radio, farne un video di aspra critica sociale o darci dentro con la dance. Nel frattempo lasciamo a voi, altri lettori altri fans compositori, il gusto di leggerla.

Grazie Andrea Cantone!

Poso passi instabili su una fune tesa, reggerò il peso di questa tensione oppure mi spezzo?                                    

Crollo e cado, passi circospetti e traballanti nel presente, alla fine della fune un futuro solido o ‘sto loop gira per sempre? La mente gira, gira, s’affanna, cerca il da farsi per non fermarsi a pensare e restare a galla. Se mi fermo è finita, sono finito e muoio. Anni di studio, tirocini formativi, stage e stragi d’apprendistato; né assunto né licenziato.

In un limbo bianco pagato in nero, forse come Mondo Marcio dovremmo vendere il nero [erba illegale], tanto siamo già reietti della società produttiva quindi rigettiamo la legge e siamo apposto, ma almeno stavolta la scelta è nostra e non dateci la colpa.

Noi combattiamo per resistere ed esistere, voi combattete per persistere nelle vostre posizioni, l’ora scandisce il tempo, è scaduto il tempo, è tempo che vi leviate dai coglioni. Voi regnanti, noi orde di barbari alla conquista del posto di lavoro nel regno:                                              

in sogno lavoratori in fila come nani cantano 

“Andiam, andiam, andiam a lavorar…

-Vengo anch’io!

-No, tu no.

-Ma perché? – Perché no!”

Allora espatrio. Sono un funambolo e non ho radici a terra, terra mia non dai sostentamento alla mia mens e mi manca il corpore sano, vado lontano in cerca d’offerte e porte aperte non precluse dalla mia identità, giocherò le mie carte senza farne di false e barare con assi nella manica passati da amici di amici, spinte di parenti e raccomandazioni di serpenti dalle mille pelli trasformisti.

La mia carta d’identità mi spaccia per  giovane ma mi sento vecchio, stanco e sfiduciato, le mie energie le regalo ad un altro Stato d’Animo, non mi perdo d’animo se no da mò sarei cadavere sotto un treno. Il mio treno dei desideri all’incontrario non va, alla mia stazione non fa sosta, vorrà dire che lo prenderò al volo, mi aggrappo al portellone chiuso mantenendo un equilibrio labile, poiché sono un funambolo.

Comments
2 Responses to “Ispirazione funambola – di Andrea Cantone”
  1. d1ress scrive:

    fa una certa impressione vedersi pubblicati…

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