Eduard Márquez – La decisione di Brandes

Photo by Nagarjun on Flickr

→ AAA

Eduard Márquez ama giocare con la memoria. Il suo stile è caratterizzato da un transito perenne di pensieri tra la porta del presente e quella del passato: sempre pronto a mischiare ciò che è con ciò che fu, consapevole dell’inscindibilità dei due estremi. Se questa caratteristica spiazzava il lettore inesperto de Il silenzio degli alberi, essa modula invece con garbo il ritmo de La decisione di Brandes (opera antecedente). Il libro è anche in questo caso minuscolo e si presta a essere ingollato con grande rapidità, anche perché la lettura risulta più scorrevole proprio grazie alla presenza d’un punto d’osservazione fisso nel presente, che — non subendo particolari evoluzioni — permette all’occhio di vagare con maggiore sicurezza scandagliando le memorie del protagonista. Costui, vecchio e ormai prossimo alla morte, si tuffa in se stesso e armandosi della pacatezza degli anziani, emerge dal mare della propria vita con preziosi frammenti di sé da interpretare.

Così, troviamo un Brandes giovane in trincea, un Brandes innamorato della donna sbagliata, un Brandes bambino a passeggio con il padre, e tanti altri Brandes, tutti accomunati dall’essenza del protagonista: uomo timido che non sbraita per affermarsi, a tratti remissivo nei confronti del destino, a tratti ribelle. I tratti del carattere umano risultano sempre complessi da tracciare con il pennello, quelli di un uomo timido e sensibile che ha in sé il fuoco dell’arte presentano ulteriori complicazioni e danno luogo a piacevoli sorprese: è così che negli eventi chiave della propria esistenza, il protagonista scopre di avere fatto vanto d’una inaspettata forza di reazione e soprattutto d’azione. Sono questi momenti portanti che egli cerca nel viaggio a ritroso, viaggio compiuto come un flusso di coscienza che lo accompagna nelle lunghe ore solitarie: cercando la chiave di volta della sua esistenza, Brandes ci racconta di una vita silenziosa al servizio dei colori, co-protagonisti delle vicende narrate. Ecco allora il padre chimico che lo introduce con magia di fiaba all’arte dei pigmenti, ed ecco dispiegarsi anche la sua produzione artistica, che di colore si strugge.
Ma ciò che il lettore potrà più amare di queste pagine di denso e dolce cromatismo, sarà quell’arte ancora più profonda, sviluppatasi da un’inclinazione di famiglia: l’arte dell’associare i colori alla vita. Persone, sensazioni e stati d’animo vengono pazientemente associati al colore più opportuno, senza con ciò eliminare la possibilità della contraddizione: la vita è verde di clorofilla, la morte in guerra è verde di gas nervino. Quel che trova Brandes nel proprio passato è la presenza di chi l’ha accompagnato, una costante che non si smentisce nemmeno ora che chi quei gesti ha compiuto, chi quei colori ha rappresentato, ha cessato da tempo di fare parte di questo mondo. Brandes sente allora gravare su di sé la pesante responsabilità di tenere in vita con i propri ricordi le persone che ha amato, ma anche quelle che gli hanno permesso di scoprire l’odio e il dolore.
Lungi dall’essere un santo, uomo dai sensi di colpa nonostante il fare pacato e la sconcertante abilità di guardarsi indietro che è propria di chi ha sempre avuto occhio per i dettagli, Brandes riscatterà ogni velleità. La forza della decisione dinnanzi al ricatto con cui il libro si apre e attorno al quale il libro si compie, lascerà il lettore di stucco per la capacità inventiva del protagonista e per il coraggio di cui essa è testimone: un autentico grido di libertà.
Vivamente consigliato a chi ama i libri nei quali la riflessione domina sull’azione e a chi è incline alla stessa arte: quella di colorare il mondo che ci circonda.

La decisione di Brandes, di Eduard Márquez, 126 pp.
Costa 12 euro e si può acquistare qui.
Editore: Keller , 2008
ISBN 9 788889767092

Abbiamo recensito questo libro anche su aNobii! Se siete anche voi nella famosa libreria virtuale aggiungeteci! www.anobii.com/genrivista/books

Trovi questa recensione anche su La voce del Libraio, programma radiofonico a cui partecipa generAzione rivista.

scrivici che ne pensi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Lettori

    • 78,217
  • Archivio

  • Iscrivendoti potrai leggere gli articoli appena postati, i commenti fatti, le immagini pubblicate.

  • La rivista e l'intero materiale presente su questo sito appartengono ai loro legittimi proprietari. Le opere possono essere trasmesse purché siano segnalati gli autori e non sia a scopo di lucro. Tutto quello che viene scritto nella rivista e sul sito è espressione individuale del suo autore. Le immagini utilizzate sono sempre degli autori di generAzione e dei suoi collaboratori, dove non indicato sono state prese dal web ricercando immagini in CC e prive di copyright. Se vedi un'immagine che ti appartiene contattaci subito e la toglieremo.

    Creative Commons License 2013 - generAzionerivista
  • Creative Commons License

    Ebuzzing - Top dei blog - Letteratura Ebuzzing - Top dei blog - Cultura