I Girini di Roberta Durante

manichino

(Inizia con questa recensione di una giovane e promettente poetessa italiana la collaborazione alla nostra rubrica di poesia di Riccardo Raimondo. Giovane e poeta anche lui, lo ringraziamo e gli diamo un caloroso benvenuto).

Roberta Durante è una di quelle poetesse che ha imparato «a scrivere col fiato». Leggendo i suoi Girini si ha la sensazione di avere a che fare più con una performance che con una silloge ordinata di versi, più con un’improvvisazione estemporanea che con un progetto di fondo.
Durante fa esplodere i suoi versi in un ritmo da street-rap che — secondo me solo apparentemente sperimentale nel senso stretto del termine — riesce a rendere l’armonia di una fisio-logica. Insomma, a mio parere siamo lontani dalla logica “codicale” di Zanzotto o di Sanguineti, nonostante la Durante lo cerca, lo mostra, lo invoca nelle sue «note così/ pierinlupesche».
La giocosità di questi versi, che spesso cade (ma mai decade) in un colorismo di maniera, mi pare più vicina a uno spirito lirico, di cui conserva tutta l’energia emotiva e “il Dèmone affermativo”, per dirla con Baudelaire.
Lontanissima dal diventare sgradevole intimismo — contro cui lei stessa si scaglia, contro «porchesìe d’amori d’autori finiti infiniti» — mi piace di questa poesia «ascoltare in rime sparse il tuono». Il tuono! D’altronde lei stessa lo scrive: «Sono passata all’alta voce (ché l’altra/ non me la sento)/ mi metto il cuore in pace senza senso/ e tuona e sbatte e trema il tono tenta tutto[…] (ma senti mi senti?) la voce che ho qui dentro/ mi è un ordigno». 
Quale potrebbe essere questa «altra voce»? Forse quella tradizione che da Ungaretti e Montale pronuncia le sue parole in negativo? Una “scuola poetica” in cui la privazione — la parte “concava” del linguaggio, coma la chiamava Luzi — prevale sull’affermazione anche più evidente?
Durante invece — cosa insolita nella poesia contemporanea — recupera una fede nella parola, nella voce, nella voce-grido, nella voce-gioco.
La possibilità di dire la realtà non colma certo il divario natura/cultura. Durante lo dice, lo urla, ce lo schiaffa in faccia: «Divento poco più che origami sono carta/ e ossa», «vado contro natura vedo scuro e scrivo/ più sicura/ sparlo sputo inchiostro mai sragiono».
E anche se da una parte le «tremula di Giacomo il ginocchio», dall’altra libera uno Streben selvatico e idealista. Se da una parte Durante resta «analitica/ e conto le frazioni […] vedi sono pragmatica sotto sotto», dall’altra si ritiene «platonica e mancante/ sono nostalgica sono distante»: «un po’ lirica e poco bioetica cattolica ma/ molto caotica e se stringi cianotica».
Della poesia di Durante direi che usa lo sperimentalismo per indagare i confini della lingua, ma si rifà a uno spirito e a una tradizione che cerca solo le «parole del nostro sangue» — come scrive Quasimodo.

Per leggere una selezione di versi inediti di Roberta Durante, andate a questo link.

*

Due righe di biografia
Roberta Durante è nata a Treviso (1989), ha studiato e vissuto a Venezia dove si è laureata in Arti visive e dello spettacolo. Ha disegnato cartoni animati e scrive per delle riviste online. Nel 2011 ha vinto la VI edizione del Premio Mazzacurati-Russo pubblicando la sua prima raccolta di poesie Girini (Edizioni d’If). È presente in Registro di poesia #5 a cura di Cecilia Bello Minciacchi.

Girini


Roberta Durante, Girini, Napoli, Edizioni d’If, 2012 (40 pag., 12 €).

 

Annunci

scrivici che ne pensi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Lettori

    • 80,790
  • Archivio

  • Iscrivendoti potrai leggere gli articoli appena postati, i commenti fatti, le immagini pubblicate.

  • La rivista e l'intero materiale presente su questo sito appartengono ai loro legittimi proprietari. Le opere possono essere trasmesse purché siano segnalati gli autori e non sia a scopo di lucro. Tutto quello che viene scritto nella rivista e sul sito è espressione individuale del suo autore. Le immagini utilizzate sono sempre degli autori di generAzione e dei suoi collaboratori, dove non indicato sono state prese dal web ricercando immagini in CC e prive di copyright. Se vedi un'immagine che ti appartiene contattaci subito e la toglieremo.

    Creative Commons License 2013 - generAzionerivista
  • Creative Commons License

    Ebuzzing - Top dei blog - Letteratura Ebuzzing - Top dei blog - Cultura