Avere il Mal di Torino

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Essere analitici e descrittivi quando si parla di un amore è cosa sempre complicata. Eppure, se un testo ha la capacità di allontanare i nostri pensieri con voli pindarici ha evidentemente svolto il suo lavoro. Difficile non iniziare a parlare del Mal di Torino quando finalmente viene data l’occasione per farlo. In questo libro, Fabrizio Vespa è diretto e affronta l’argomento con un quesito molto semplice: esiste davvero il Mal di Torino?

La sua ricerca si addentra negli angoli della città per indagare se il sentimento in questione sia puro vaneggiare o palpabile realtà. Vespa inizia con questa perplessità da risolvere, quasi un dubbio esistenziale. E mano a mano che le domande avanzano, l’autore come il lettore riescono a dare forma a questa sensazione che assomiglia sempre più a una verità. Ma il segreto è non farlo sapere. Poiché se si sapesse che Torino è una città grigia ma perché magica, che nel buio delle sue periferie ferrate si è creata un’anima che ora pulsa anche nel centro urbano, se si sapesse che c’è un popolo di giovani che nell’ombra del vecchiume aristocratico ha elaborato la creatività più elettro-romantica degli ultimi vent’anni, se si sapesse che è in quei vicoli che si vive di sogni ma anche di grande forza, un motore umano che ha spinto i più grandi movimenti del nostro Paese, se si sapesse che oltre la corazza di smog c’è una città che con le sue grandi contraddizioni vive di brillante autenticità, ecco, se si sapesse tutto ciò, verrebbe assediata. Ed è forse per questi motivi che nella dicotomia vecchio – nuovo, innovatore – refrattario, monarchico – repubblicano, Torino ha molto da raccontare.
I grandi cambiamenti degli ultimi decenni hanno portato alla luce una città che nessuno ha voluto conoscere, e che in verità, si è tenuta un po’ nascosta. Questa tensione tra il volere e il potere, tra la ferrea concretezza e l’eclettica e artistica anima, ha mostrato il fascino di una città che ha fatto innamorare prima di tutti i suoi abitanti i quali, nell’incapacità di abbandonarla e allo stesso tempo installatisi da mondi lontani, l’hanno resa capitale dell’inclusione, dell’integrazione, della cultura. Ma che non si sappia! Che le dieci domande rivolte ad artisti, esperti di urbanistica, di politica e antropologi a cui si è rivolto il nostro autore non si lascino sfuggire un cenno di più. Pena: la morte del capoluogo piemontese e di questo sentimento che, a metà tra malinconia e sospensione, non vuole che rimanere un dubbio: il Mal di Torino, esiste davvero?

copertinaPagine 192
Prezzo 14 €
ISBN 978-88-97412-281

Un estratto qui.

Fabrizio Vespa, giornalista, dj e voce storica di programmi RAI come Suoni & ultrasuoni e Rai Stereonotte, è il fondatore dell’agenzia Globular Prossima Comunicazione. È autore (con Marco Magnone, Edoardo Bergamin e Daniela Garavini) di L’altra Torino (Espress edizioni 2011).

Abbiamo recensito questo libro anche su aNobii! Se siete anche voi nella famosa libreria virtuale aggiungeteci! www.anobii.com/genrivista/books

La foto in primo piano è di linuzzz.

Comments
2 Responses to “Avere il Mal di Torino”
  1. iurimoscardi scrive:

    Reblogged this on IL TUBERO DI CHERNOBYL and commented:

    Esiste il mal di Torino?

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