Con #Leucò Cesare Pavese torna su Twitter (dove si trova benissimo)

Vi ricordate del progetto #LunaFalò? Ne abbiamo parlato anche su generAzione rivista, prima in un articolo che presentava l’iniziativa e poi in un altro che riassumeva cos’era stato il senso di quella che, partita come una scommessa, si è rivelata il modo migliore per conoscere il libro di Pavese (a nostro parere, con un’intensità che nessun corso universitario riuscirebbe a raggiungere).
Cesare Pavese sembra trovarsi a suo agio su Twitter: infatti, il 14 gennaio 2013 è partito un altro progetto, #Leucò, dedicato alla riscrittura tweet by tweet di quello che Pavese considerava il suo libro migliore, quei Dialoghi con Leucò su una copia dei quali lasciò anche il suo ultimo messaggio prima del suicidio. Noi abbiamo fatto due chiacchiere con i tre ideatori dell’iniziativa: Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione Cesare Pavese, il blogger Hassan Bogdan Pautàs e Paolo Costa, giornalista e docente di Comunicazione digitale e multimediale all’Università di Pavia. Per ciascuna delle domande, abbiamo lasciato loro la libertà di alternarsi o rispondere tutti insieme.

Prima di tutto vi chiederei di presentarvi brevemente spiegando come parteciperete alla riscrittura e che cos’è.
(Vaccaneo) Mi chiamo Pierluigi Vaccaneo e sono il direttore della Fondazione Pavese. Dopo #LunaFalò, una novità assoluta in fatto di utilizzo di un social in chiave di divulgazione culturale, cimentarsi con una nuova opera di Pavese significava da una parte tenere viva e incrementare la comunità di #LunaFalò, vero valore aggiunto della riscrittura, dall’altra utilizzare l’esperienza acquisita per proporre un nuovo gioco, una nuova sfida assieme ai miei compagni di viaggio.
(Costa) Da 15 anni mi occupo di comunicazione, medialità e nuove tecnologie: faccio l’imprenditore (sono founding partner di Spindox) e il docente universitario, in passato il giornalista (Europeo, Sole 24 Ore). Ho un background umanistico, nutrito di studi letterari e filologici. Credo che Twitter sia uno strumento potente a supporto della lettura collaborativa delle grandi opere di narrativa: vedo in #LunaFalò e in #Leucò delle esperienze di lettura attraverso la riscrittura. La potenza di Twitter è legata a due aspetti: il vincolo formale dei 140 caratteri, stimolo alla focalizzazione nei confronti del testo e dei suoi valori formali, e la dimensione collaborativa del processo, che nasce dall’intreccio dei percorsi di lettura e che rende il flusso dei tweets un intreccio di associazioni, rimandi e storificazioni.
(Pautàs) Hassan Bogdan Pautàs è lo pseudonimo con cui scrivo sul web. Vivo a Torino, Pierluigi ed io siamo fratelli di latte digitale e di giorno riparo congiuntivi nella redazione web di una grande azienda. Twitter è oggi l’infrastruttura con cui disintermediare e reintermediare messaggi densi di significato: #Leucò è nato perché, dopo #TweetQueneau e #LunaFalò, abbiamo sentito il bisogno di sperimentare nuove modalità di interazione, di innovare ulteriormente il nostro rapporto con la lettura e con la (ri)scrittura: insomma, sentivamo la mancanza di un esercizio che ci diverte e ci emoziona.

Dopo la riscrittura su Twitter de La luna e i falò (che era stata preceduta a sua volta da quella di Queneau), ora arriva #Leucò: cosa la accomuna e cosa la distingue dalla riscrittura del precedente libro di Pavese?
(Vaccaneo) L’idea di fondo è sempre la stessa: far riscrivere l’opera dalla comunità, un modo per fare divulgazione dal basso coinvolgendo direttamente gli utenti che sono parte attiva della riscrittura. In questo modo leggeremo I dialoghi con Leucò superando l’individualismo della lettura e ritornando al modello di divulgazione orale, fatto di condivisione. Le differenze stanno nelle regole del gioco, leggermente modificate per adeguare la riscrittura al nuovo testo, caratterizzato da un impianto dialogico e ancorato alla mitologia classica.
(Costa) Una differenza evidente − anche se per ora non sappiamo in che misura si rivelerà fondamentale − sta nella presenza dei Titani, ciascuno dei quali ha il compito di avviare – uno ogni tre giorni – la rilettura del dialogo assegnato mediante uno starting-tweet. Un’altra caratteristica che distingue #Leucò da #LunaFalò è la scelta di integrare la dimensione testuale con quella iconografica, utilizzando Pinterest.
(Pautàs) Significativo è che #Leucò segue due esperienze precedenti: #TweetQueneau coinvolse una decina di pionieri, #LunaFalò una sessantina di riscrittori in tre mesi. In pochi giorni, #Leucò ne ha già  più di ottanta…

Il progetto #LunaFalò ha avuto un ottimo successo di pubblico: ha suscitato anche qualche dibattito ai “piani alti” della letteratura (università, giornali, critici) o è rimasto confinato all’universo degli utenti di Twitter, quelli più all’avanguardia ma meno considerati da chi detiene il potere del giudizio letterario?
(Vaccaneo) #LunaFalò ha suscitato un acceso dibattito in quanto assoluta novità in fatto di fruizione culturale. Viviamo in un momento storico in cui dobbiamo guardare al nuovo, quindi cercare innovativi modelli di comunicazione, soprattutto in campo culturale, per non rinchiudersi in torri eburnee di cui non si sente il bisogno. In questo senso i social network ci danno un’interessante chiave di lettura per comprendere la società e le sue esigenze comunicative. Non dobbiamo, per citare l’insegnamento attualissimo dei dialoghi, concentrarci come Bellerofonte sulla Chimera e quello che è stato ma guardare verso il nuovo, come Orfeo che rinuncia a Euridice per abbracciare la vita e il futuro.
(Pautàs) Ciò che più mi ha colpito, nella reazione a #LunaFalò, è stata l’attenzione dei profili più innovatori: giovani studiosi e alcune categorie professionali che su Twitter sono largamente rappresentate (designer, video-maker, architetti, startupper e ciclisti). È il segno che contaminare generi e stili sui social network può innescare un dialogo prolifico nella società, quell’insieme di carne e ossa che tendiamo sempre a considerare “in crisi”, “malata” o “inesistente”. La soddisfazione più bella, infatti, è stata vedere #LunaFalò fra i finalisti del premio per l’innovazione Che Fare, indetto dalla rivista DoppioZero e dalla Fondazione <ahref.

Come mai avete scelto proprio I dialoghi con Leucò? Sembrerebbe poco adatto a una riscrittura su Twitter e a un grande pubblico: è meno narrativo e scorrevole de La luna e i falò e il carattere stesso del libro sembra poco accessibile.
(Vaccaneo) Una preoccupazione che Hassan, Paolo ed io abbiamo condiviso fin da subito ma che non ha intaccato la motivazione nella scelta dei Dialoghi. L’universo mitologico che Pavese allestisce nelle sue Operette si presta perfettamente alle immagini che la sintesi dei 140 caratteri riesce ad evocare. A pochi giorni dall’inizio della riscrittura la mole e la bellezza dei tweet prodotti dimostra la bontà della scelta e l’attualità del Mito e di Pavese. Al termine della riscrittura vi sveleremo la motivazione principale che ci ha fatto scegliere I dialoghi, ma serve arrivare alla fine!
(Costa) I Dialoghi con Leucò usano il linguaggio del mito per rappresentare temi eterni: la morte, l’amore e il sesso, l’incapacità dell’uomo di decifrare il proprio destino, l’impotenza di fronte alle forze del caos. A noi sembra che il mito sia uno strumento potente (più potente del linguaggio neorealistico) perché risorsa della memoria. Il mito, proprio perché non imita la realtà, può concedersi il lusso di pescare da un sapere remoto: il mito ha, cioè, una funzione rammemorativa. E secondo noi quello della memoria è il problema più urgente del nostro Paese.

#LunaFalò si limitava solo a Twitter: ora invece oltre a Twitter si useranno anche Storify e Pinterest. Un modo per incrementare il lato social del progetto?
(Vaccaneo) Sicuramente, ma soprattutto per coinvolgere maggiormente i riscrittori e dar loro la possibilità, attraverso Pinterest, di approfondire ulteriormente le tematiche dei Dialoghi nei modi che preferiscono: con video, immagini, contaminazioni, insomma attualizzando il mito, come fece Pavese.
(Pautàs) Passando da #LunaFalò a #Leucò ci siamo accorti che la sperimentazione è incontenibile: se Facebook ci è apparso un contesto dispersivo e per certi versi paradossalmente desueto, la condensazione dei contenuti su Twitter ci ha spinto a trovare spazi più profondi. Storify e Pinterest non sono che porte intermedie verso la profondità dei blog e dei siti, ma cosa succede se − mentre andiamo in profondità − una calviniana massima concentrazione espressiva si realizza anche in foto su Instagram e video su Vine? L’orizzonte di #Leucò è una sinestesia social.

Come mai l’idea dei Titani? Un modo per coinvolgere più direttamente i lettori/riscrittori (che in #LunaFalò non c’era), forse per ricompensarli del successo di #LunaFalò?
(Vaccaneo) Visto il carattere dialogico dell’opera ci è sembrato interessate dare un’ulteriore chiave di lettura creando il Titano, una sorta di capitano o pifferaio che guida i riscrittori e indica la direzione con i suoi tweet. In questo modo oltre alla riscrittura univoca si creerà anche la possibilità di uno scambio, un dialogo con il Titano che arricchirà i contenuti dei tweet.
(Costa) Istituire il ruolo del Titano (che, nell’ambito di ciascun dialogo, ha il compito di stimolare il lavoro di tutti gli altri partecipanti) ci è servito per restituire la dimensione dialogica del testo di Pavese all’interno del gioco: una dimensione fatta di contrapposizioni, coppie di opposti, ossimori (amore e morte, per esempio). D’altra parte abbiamo notato che alcuni sviluppi finiscono per avere un andamento contrappuntistico, nel senso che ogni partecipante al gioco segue una linea melodica differente.

Non so se prima di iniziare l’avventura di #LunaFalò vi eravate prefissi di raggiungere un determinato obiettivo: nel caso di #Leucò vi aspettate qualcosa in particolare? Non che sia poco creare, come avete scritto, “due livelli di lettura: quello del testo (ogni capitolo è inteso come tale) e quello del supertesto (il lavoro di significazione attivato dai molteplici incroci fra i 27 flussi)”.
(Vaccaneo) Sicuramente il lavoro di valutazione sul testo sarà importante e interessante: la fruizione de La luna e i falò si è arricchita di interpretazioni dopo #LunaFalò. Per #Leucò non abbiamo mete definite, è una nuova tappa in un percorso di approccio critico e di innovazione iniziato per gioco e che fino ad oggi ci ha emozionato per quanto ci ha riservato. Il viaggio non termina, le vele sono gonfie. Argo è appena salpata!

I tre "tenori": da sinistra, Vaccaneo, Pautàs e Costa

I tre “tenori”: da sinistra, Vaccaneo, Pautàs e Costa

Ringraziando i tre promotori dell’iniziativa vi ricordiamo che partecipare è semplicissimo, basta avere un account Twitter: leggete sul sito della Fondazione Pavese il programma della riscrittura, procuratevi una copia dei Dialoghi con Leucò e riscriveteli come più vi piace: niente come questo gioco vi farà scoprire un libro.

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Comments
4 Responses to “Con #Leucò Cesare Pavese torna su Twitter (dove si trova benissimo)”
  1. tramedipensieri ha detto:

    Un’incredibile iniziativa questa! Per questo tipo di cose vale la pena stare su twitter! Bravi!

    • Grazie. Anche #LunaFalò è stato mitico. Ad entrambi ha partecipato (e sta partecipando) il nostro Iuri Moscardi, e conferma che mai ha studiato tanto bene e in profondità un libro. Un’esperienza da condividere, insomma, e da provare.

  2. piccoleparole ha detto:

    Ed è emozionante farne parte!
    Una comunità viva!
    Dove si condivide nella convivialità :)

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