To all the remarkable, maddening, challenging, frustrating people

Nikki Heat Series

Sapete che a volte, alla fine di una serie, producono il film? Ecco, questo potrebbe essere considerato il film che nessuno aveva immaginato o programmato.
Approfittando, però, dell’uscita di Frozen Heat nelle nostre belle librerie (sentitevi liberi anche di acquistarlo su Amazon, come ha fatto la sottoscritta), torna Spin-Off per un’edizione straordinaria.
Carissimi Castle-fans, l’avete comprato e letto? Ormai sono arrivata a dare per scontato che siate Castle-fans. O che lo siate diventati dopo aver letto Spin-Off. O che abbiate visto per caso un episodio su RaiDue o FoxLife durante questo inverno infinito e che abbiate adorato la serie. Nel caso in cui non rientriate in nessuno di questi neofiti, potreste diventarlo dopo quest’ultimo pezzo.
Ma bando alle ciance. Parliamo del libro.
Frozen Heat è, fino a ora e in attesa del prossimo, il mio preferito, almeno per quanto riguarda l’evoluzione della storia. La fan che vive in me vi consiglia di comprarlo, anche se non conoscete la serie. Questo non perché sia un giallo pazzesco, ma per il semplice fatto che, come la serie, crea un mix tra generi. Crime, drama e comedy si combinano tra loro, tramite il caso che dà il via alle indagini e l’omicidio irrisolto della madre di Nikki, il tutto contornato dalla leggerezza e dal tono canzonatorio tipico di Rook, alterego letterario di Castle. Spesso nella serie, come nel libro, è difficile che un aspetto prevalga sull’altro, è innegabile che ci siano episodi in cui spicca prepotentemente il fattore drammatico. Soprattutto nella quarta stagione, periodo in cui Castle avrebbe scritto Frozen Heat. È anche per questo che non mancano i riferimenti agli episodi.
Tranquilli, ho preso appunti.
Partiamo dall’inizio e partiamo alla grande: la dedica. Avevamo visto la versione inglese in “Spoiler Alert”, ma ora abbiamo a disposizione anche quella italiana.

Dedica

Anche a costo di ripetermi, trovo che sia una dichiarazione meravigliosa, che coincide perfettamente con quella mostrata nella serie. Vale la pena rivederla, anche se, devo confessarlo, non amo molto il doppiaggio italiano. Trovo che perda forza e intensità rispetto alla versione originale.

Ho fatto riferimento ad episodi in cui la componente “drama” prevaleva, l’opinione prevalente è che la quarta serie sia stata quella più buia e impegnativa, soprattutto considerando le conseguenze del finale della terza serie. Troviamo quindi nel libro riferimenti alla sindrome da stress post-traumatico e alla presenza di uno psicologo, argomento centrale del nono episodio della quarta stagione.

I punti di incontro tra libro ed episodi, però, non si limitano a questo, anzi, tra le prime pagine troviamo “Lone Vengeance” accanto al nome di Batman. Il nome non vi dice nulla? Magari una copertina può aiutare
Ebbene sì, è il secondo episodio della stagione e si parla di comics e supereroi. E nello stesso episodio è Castle a confessare che, se potesse scegliere, sarebbe Batman.

Si coglie anche l’occasione per pubblicizzare la graphic novel, legata alla serie di Derrick Storm, intitolata Deadly Storm (per la serie “non facciamoci mancare nulla”). Inutile dire che i collegamenti sono moltissimi e potrei fare un lungo elenco, quindi ne ho scelti solo alcuni tra i tanti, onde evitare di scrivere un post chilometrico. Ad esempio, questo.

Conto

Vi si è accesa una lampadina leggendo queste brevi righe? Scommetto di sì. Se così non fosse, basta un piccolo indizio: “Are you really asking for my number?”.

Non potevano mancare due collegamenti con uno degli episodi più apprezzati della stagione, “The Blue Butterfly”. Uno è il nome di un investigatore privato assunto dal padre di Nikki, chiamato Joe Flynn, come il proprietario del diario ritrovato nella puntata, che darà alla squadra il giusto input per il caso.

anythingCredo di poter tranquillamente affermare che la canzone è stata un punto centrale dell’episodio, creando anche situazioni come quella nel video che segue.

Nello stesso episodio, Lanie canta all’interno del club in cui si svolge il secondo filone narrativo, cioè quello ambientato negli anni ’40. Troviamo un riscontro anche nei ringraziamenti alla dottoressa Parish.

Lanie

Un’ultima “chicca”, poi lascio a voi la ricerca di altri riferimenti più o meno velati, è questa scena:

Ricordate Castle, Ryan ed Esposito vestiti da Elvis, mentre si trovano nel casinò di Atlantic City nell’ottavo episodio?
Ebbene sì, nel libro si menziona anche un raduno dei fan di Elvis ad Atlantic City, a cui vorrebbe partecipare Ochoa, per sfoderare tutta la sua passione per il Re.
Questo momento viene anche ricordato nei ringraziamenti che lo scrittore dedica ai due Detective.

Atlantic

Ora, con il senno di poi e quindi dopo aver visto gran parte della quinta stagione, ho la sensazione che ci siano passaggi in cui si anticipi, anche se velatamente, ciò che accadrà nella serie l’anno successivo. Mi riferisco in particolare al fatto che Nikki e Rook si rechino a Parigi e la capitale francese è presente nel doppio episodio.
È anche per questo motivo che, leggendo pagina 417, ho pensato che potrebbe essere uno spoiler per ciò che accadrà nei prossimi due episodi, che saranno anche i conclusivi. Non mi dilungherò in spiegazioni, anche per evitare di rovinare la sorpresa a chi non segue la serie in contemporanea.

C’è, però, un ultimo richiamo alla quarta stagione presente nei ringraziamenti alla Detective Beckett che non posso tralasciare.

Beckett

Nel decimo episodio, infatti, Castle e Beckett vengono sedati e ammanettati, ritrovandosi nel corso dell’episodio anche a contatto con una tigre che non ha esattamente intenzioni amichevoli.

Per concludere, un paio di notizie che lo stesso Richard Castle, tramite il suo account Twitter, ci ha dato.

Deadly heat

Deadly Heat è il titolo del prossimo libro della serie di Nikki Heat e uscirà negli Stati Uniti a settembre, mentre è già uscito Storm Front. Quindi, con un po’ di fortuna, entro un anno potrebbero essere disponibili anche nel nostro Paese. Fazi Editore, noi, come sempre, contiamo su di te!

Comments
8 Responses to “To all the remarkable, maddening, challenging, frustrating people”
  1. vincenzo scrive:

    Questo è il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che io in realtà vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si è parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!

  2. nicolò scrive:

    Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perché il blog merita davvero e voglio scriverlo a chiare lettere.

  3. elena scrive:

    Pensavo di mettere il vostro logo sul nostro sito con il vostro link per dar modo ai nostri visitatori di conoscere il vostro blog. Cosa ne pensi?

  4. angela scrive:

    Grazie all’autore del post, hai detto delle cose davvero giuste. Spero di vedere presto altri post del genere, intanto mi salvo il blog trai preferiti.

  5. laura scrive:

    Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perche’ il blog merita davvero e voglio scriverlo a chiare lettere.

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